La Vuelle ricompone le sue torri gemelle: Ario Costa e Walter Magnifico sono di nuovo insieme proprio nell’anno che segna il trentennale del secondo scudetto. Un tempo sotto i tabelloni "a sgomitare contro gli americani" ricorda ’il capitano’ per eccellenza, oggi impegnati dietro la scrivania per rilanciare la storia del club al quale hanno consegnato il loro cuore. Ieri mattina, un po’ a sorpresa, la Carpegna Prosciutto ha annunciato il ritorno di Magnifico, il secondo come dirigente dopo quello del biennio 20012003, subito dopo aver appeso le scarpe al chiodo a quarant’anni. "Ma in questo periodo non mi sono mai allontanato, anche se non mi si vedeva spesso al palas - dice Walter -. E’ che mi sono dedicato, con grande orgoglio, alla creazione di una mia...

La Vuelle ricompone le sue torri gemelle: Ario Costa e Walter Magnifico sono di nuovo insieme proprio nell’anno che segna il trentennale del secondo scudetto. Un tempo sotto i tabelloni "a sgomitare contro gli americani" ricorda ’il capitano’ per eccellenza, oggi impegnati dietro la scrivania per rilanciare la storia del club al quale hanno consegnato il loro cuore. Ieri mattina, un po’ a sorpresa, la Carpegna Prosciutto ha annunciato il ritorno di Magnifico, il secondo come dirigente dopo quello del biennio 20012003, subito dopo aver appeso le scarpe al chiodo a quarant’anni. "Ma in questo periodo non mi sono mai allontanato, anche se non mi si vedeva spesso al palas - dice Walter -. E’ che mi sono dedicato, con grande orgoglio, alla creazione di una mia società giovanile, ma ero informato quotidianamente sulle vicende della Vuelle". E aggiunge con tenerezza: "Io e Ario ci siamo conosciuti a un raduno della Nazionale che avevamo poco più di 15 anni e tornare a collaborare insieme ora che siamo pure diventati nonni è davvero emozionante".

Quali saranno i suoi compiti lo spiega Costa, che dopo essere stato il suo compagno di reparto oggi è il suo presidente.

"Walter è sempre rimasto il simbolo della Vuelle, anche quando non era con noi - sottolinea Ario -, perciò questo è il giusto riconoscimento della società. Avrà compiti sia tecnici che dirigenziali: un occhio sarà sul reclutamento giovanile, dato che negli ultimi anni ha curato questa realtà, l’altro sarà più un ruolo legato alla comunicazione e alla costruzione di un sogno che abbiamo da tempo, quello di creare una nostra casa. Non c’è bisogno di una parola per definire quello che farà, la sua è una figura a tutto tondo perciò sarà libero di stare a contatto con la prima squadra e dispensare consigli ai giocatori".

L’ingaggio di Repesa è stato un forte stimolo per il suo ritorno in società: "E’ stato un colpo di teatro incredibile, nessuno poteva aspettarsi l’arrivo di un allenatore dal profilo così alto - ammette Magnifico -. Mi è bastato seguire un allenamento per capire il valore aggiunto che porterà alla Vuelle: vedere come cura i dettagli che poi fanno la differenza in campo mi ha fatto ricordare il piacere di essere giocatore. Gli atleti di quest’anno, soprattutto i giovani, hanno davanti un’occasione irripetibile di crescita e devono sfruttarla". Che ci potesse essere una chance per il suo ritorno s’era capito il giorno della presentazione di Repesa, quando non era passata inosservata la sua presenza a Villa Cattani Stuart: "Ci ho voluto pensare un po’ anche se la proposta mi aveva subito conquistato. E’ che - spiega - avevo bisogno di capire se mi restava un minimo di disponibilità per poter comunque gestire il Real, anche se non avrò più il tempo di allenare, prenderò un altro istruttore. Resto anche in Federazione regionale, dove in questi anni ho collaborato con persone eccezionali. Ma la priorità sarà chiaramente la Vuelle, lavorare per una società professionistica comporta tante responsabilità e tante cose da fare, specie con le norme anti-Covid. Sono a disposizione dove servo".

Un assist lo riceve anche dal vice sindaco Daniele Vimini venuto a fare gli onori di casa in quella sala che lo vide anche consigliere comunale all’inizio degli anni ’90: "Un grande onore ed una bellissima notizia per la città. Che avvenga nel trentennale del 2° tricolore aggiunge ulteriore simbolismo all’operazione". Mentre il presidente Amadori è in brodo di giuggiole: "L’umiltà e la riservatezza di Walter mi hanno colpito - dice Luciano -, sono le stesse qualità che possiede Ario. Ora capisco perché questa coppia ha funzionato in maglia biancorossa e anche in Nazionale. Non sono pesaresi, ma qui hanno messo le radici, ci rappresentavano in campo e ora lo faranno anche fuori, rendendo più blasonata la nostra società". Bentornato campione.

Elisabetta Ferri