Ancona, 23 settembre 2020 - "In queste ore scriverò una lettera al presidente della Repubblica Mattarella per chiedere un suo intervento decisivo per sostenere l’avvio della ricostruzione nelle zone terremotate delle Marche dove è tutto fermo da quattro anni".

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Il neo governatore delle Marche Francesco Acquaroli è stanco ma più rilassato dopo aver portato a casa una vittoria storica. E il giorno dopo la ’sbornia’ elettorale si presenta rivolgendo la sua attenzione ai quei territori "dove è necessario ridare dignità alle famiglie e agli impenditori e soprattutto consenare un futuro ai giovani". In quelle zone, ha rimarcato, "c’è stato un fenomeno di spopolamento impressionante e, purtroppo, anche un aumento dei suicidi. Per questo la ricostruzione post sisma deve diventare una priorità del Governo nazionale". La missiva a Mattarella, però, partirà "appena sarò ufficialmente presidente della Regione" spiega Acquaroli.

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L’incontro di ieri, avvenuto dopo la telefonata di congratulazioni di Berlusconi ("mi ha fatto molto piacere – ha detto il neo Governatore – e dimostra lo spirito di alleanza del centrodestra. Ha dato piena disponibilità per il governo regionale"), è servito soprattutto per fare un primo punto della situazione dopo il voto e ha consentito ad Acquaroli di sottolineare alcuni aspetti su sanità, composizione della giunta, lavoro e terremoto.

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Sul fronte sanitario Acquaroli ha ribadito come "non sarò io l’assessore, occorre un assessore a tempo pieno perchè si tratta di una delega delicata e che impegna la gran parte del bilancio regionale. Un tecnico da fuori? No, sono convinto che abbiamo bisogno di un marchigiano doc, che conosca il territorio e i bisogni degli abitanti. Sulla riapertura dei piccoli ospedali discuteremo e verificheremo come è meglio muoversi". Ma per Acquaroli è fondamentale "modificare il piano socio sanitario varato poco tempo fa dal centrosinistra" e in questo senso vanno anche le indicazioni sui nuovi ospedali che erano previsti: "Quello unico tra Ascoli e San Benedetto non si farà, mentre a Macerata andremo avanti ma ci prendiamo un momento di riflessione per capire come proseguire". Ovviamente si pensa anche al personale sanitario che dovrà essere implementato con nuove assunzioni.

Sul fronte dell’esecutivo, Acquaroli non si sbilancia anche se sarà una la donna che ne farà parte su sei assessori previsti "e non prevedo nessuna modifica dello statuto per aumentare questi numeri. Nel corso degli anni, se capiremo che esiste questa necessità ci penseremo. Non servono altre poltrone per accontentare i partiti".

In questa ottica, comunque, un primissimo schema di esecutivo è già pronto e prevede tre assessorati alla Lega, due a Fd’I e uno a Forza Italia. Ma chi ne farà parte? Per la donna si fa il nome della fabrianese Chiara Biondi eletta con la Lega e, restando in provincia, di Ancona il secondo assessorato potrebbe andare a Carlo Ciccioli (Fd’I). Da Ascoli arriverebbe sempre per Fd’I Guido Castelli che chiuderebbe la pattuglia degli esponenti legati alla Meloni.

Per la Lega sono in pole, oltre alla Biondi, il maceratese Filippo Saltamartini (Sanità?) e il pesarese Mirco Carloni (vice presidente). Infine il forzista potrebbe anche essere l’unico esterno: le attenzioni vanno su Stefano Aguzzi, ex primo cittadino di Fano, che ha raccolto migliaia di preferenze ma in base alla legge elettorale i due seggi agli azzurri sono scattati a Fermo e Macerata. E nella squadra di governo dovrebbe anche entrare come capo di gabinetto una vecchia conoscenza della Regione, l’ex consigliere Fabio Pistarelli.

Infine Acquaroli mette un punto su una vicenda che interessa la terra di Giacomo Leopardi: "È una figura che fa conoscere l’Italia e non solo le Marche nel mondo, ipotizzare una discarica sotto il colle dell’Infinito sarebbe uno scempio e faremo di tutto per evitarlo". Poi è il tempo dei ringraziamenti a tutti i marchigiani "che hanno voluto questo cambiamento" e a "Giorgia Meloni che ha sempre creduto in me e in questo progetto politico". Da qualche centinaio di chilometri arriva la risposta della leader: "Grazie a Fd’I e a Francesco abbiamo espugnato una roccaforte della sinistra".