Bobo Vieri
Bobo Vieri

Marina di Ravenna, 17 luglio 2019 - Il 5 giugno 1994 indossò per l’ultima volta la maglia giallorossa in Ravenna-Verona 3-2. Di lì a poco sarebbe diventato il bomber di Juve, Atletico Madrid, Lazio, Inter, Milan, Fiorentina, ma soprattutto della nazionale azzurra. Dopo 25 anni Bobo Vieri tornerà ad esibirsi a Ravenna, dove praticamente tutto è cominciato e dove l’allora dg Beppe Marotta lo portò in comproprietà dal Torino. Non sarà una esibizione col pallone fra i piedi, ma con le cuffie alle orecchie. Stasera, a partire dalle 23 (biglietti a 10 e 15 euro), al Matilda di Marina di Ravenna, lo storico Santa Fé, va infatti in scena il Bobo dj show. Una performance in grande stile, ideata in collaborazione con Andrea Guidi e l’associazione Marina Flower, e supportata da artisti affermati come Luca Cassani, Lara Caprotti e il trombettista Stefano Serafini.

«La musica – ha spiegato Bobo Vieri – ha sempre fatto parte della mia vita, del mio mondo e della mia professione da calciatore. Quando ti alleni, quando corri con le cuffie, ma anche nello spogliatoio, le note mi hanno spesso accompagnato. In tutti questi anni mi avevano proposto di fare il dj, ma avevo sempre rifiutato. I tempi non erano maturi. Poi ho conosciuto Luca Cassani, un grande professionista. Abbiamo fatto le cose per bene, step by step, coi tempi giusti, scegliendo insieme la musica. Ovviamente musica house, quella cioè che ascoltavo al Pineta e della quale mi sono appassionato».

Dunque non è una cosa improvvisata?

«Direi proprio di no. Sono quattro mesi che prendo lezioni tutti i giorni, e ancora oggi ho da imparare. Ma il successo e la carica te la danno il pubblico, come quando giocavo e segnavo. Abbiamo fatto una ventina di date, tutte sold out, con fan che sono arrivati anche dall’estero. Ne faremo altrettante prima della fine dell’estate».

Ora tocca a Marina di Ravenna?

«Ci tenevo particolarmente. Sono affezionato a questi luoghi, che ho conosciuto quando ancora giocavo nel Ravenna. Sabato prossimo saremo alla Baia Imperiale, a Gabicce».

Ma perché si chiama Bobo dj show?

«Perché non è una semplice carrellata di brani. È uno show vero e proprio, nel quale il pubblico viene coinvolto in prima persona. Sapevo che avremmo creato clamore, perché faccio una cosa bella, che mi diverte. Ma forse siamo andati oltre. Riceviamo proposte ogni giorno e, prossimamente, andremo ad esibirci anche a teatro, proprio perché si tratta di uno show a 360°».