Luca Vecchi (foto Artioli)

Reggio Emilia, 2 agosto 2018 - Reset Reggiana. Quasi cento anni di storia che ripartono da zero. Alle 21 di ieri sera è ufficialmente nata la nuova società granata dopo l’addio di Mike Piazza che porterà all’inevitabile fallimento del glorioso club nato nel 1919. Si ripartirà dalla Serie D, a meno di clamorosi colpi di scena: la decisione finale sull’ammissione al campionato di quarta serie spetta comunque alla Federazione, a cui il sindaco stamattina invierà la lettera formale con l’incarico alla nuova realtà societaria. Si chiamerà Reggio Audace F.C. come avevamo già anticipato. Nessun colpo di scena. L’assegnazione del titolo messo a bando, come richiesto dalla Figc dopo la rinuncia alla Serie C, è andata alla cordata quasi tutta reggiana di Luca Quintavalli, imprenditore della Olmedo che sarà il presidente e del manager laziale Marco Arturo Romano che sarà il vice e si occuperà dell’area tecnica, con Mauro Carretti amministratore delegato. 

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Il sindaco Luca Vecchi in un’improvvisata conferenza stampa, ieri in tarda sera in Municipio, ha dato l’annuncio al termine delle valutazioni compiute dalla commissione composta dai cosiddetti esperti saggi (Mauro Rozzi, William Punghellini, Simone Caprari ed Emore Giuseppe Manfredi – il quale si è poi autoescluso per incompatibilità data la presenza di parentele tra gli imprenditori che si sono fatti avanti).
C’era pure un’altra offerta oltre a quella vincente. In extremis si era candidata la Bt Group con sede a Benevento, capeggiata da Carmine Palumbo (e che dai rumors sarebbe vicina al patron del Napoli Aurelio De Laurentiis). Il gruppo sannita aveva cercato di acquistare il Cesena nella settimana scorsa. Il primo cittadino però ha spiegato che la loro proposta è stata ritenuta «incompleta e insufficiente sul piano dell’affidabilità economico-sportiva del progetto. Ma soprattutto lacunosa del legame con la città. Mentre la cordata Reggio Audace srl ha presentato un buon progetto, con un’ottica triennale. Sostenibile e con una solidità economica adeguata». 

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Poi scende nei dettagli: «Hanno centrato il piano sul settore giovanile, sul calcio femminile e sulla volontà di disputare le partite in uno stadio della città». E qui infatti puntualizza: «Auspico che nei prossimi giorni – e anche io farò la mia parte – si avvieranno le trattative col Gruppo Mapei per permettere alla Reggiana (la chiama ancora così, ndr) di giocare al Città del Tricolore». E, tornando sulla nuova società granata, chiosa: «Abbiamo fatto un miracolo. Non era scontato e ci siamo inventati un progetto sportivo in una settimana, quando da altre parti come a Modena hanno impiegato otto mesi. E senza questo gruppo di imprenditori che ringrazio, non saremmo stati in grado di iscrivere la squadra ad alcun campionato di calcio». 
Infine, con rabbia, Vecchi scocca frecce avvelenate contro i Piazza. «Se siamo qui c’è qualcuno che ha una responsabilità, che mi augura si assuma. La filosofia della nuova società – e solo per questo dovrebbero avere un anno di ‘bonus’ – sarà opposta a quella di chi in questi due anni ha bruciato i rapporti con la città». Poi, diventa ancora più duro: «Mi auguro che già dai prossimi giorni liberino la sede e i campi di via Agosti affinché le strutture possano essere messe a disposizione della nuova Reggiana». 


Una delegazione di tifosi del Gruppo Vandelli alza la mano e prende la parola. «Sindaco, ci prometta che si occuperà di Reggiana con continuità, considerandola come la Ghiara o il Valli. E pensi pure alla festa per il centenario...». Vecchi risponde: «C’è chi ha illuso la gente di portare in pochi anni la Reggiana in serie A. Mentre qui da un mese e mezzo abbiamo lavorato per salvarla. Scegliete voi a chi dare fiducia... Sul centenario ci penseremo e ho già avuto contatti con le industrie, ora la priorità sono giocatori e allenatore». Insomma, in quinta marcia non si parte...