Aemilia, chiesta la condanna per tutti i 71 imputati. Ecco tutti i nomi

L'accusa vuole il carcere fino a 20 anni. Dodici per il politico Pagliani, quattordici per il giornalista Marco Gibertini

Nicolino Grande Aracri e Antonio Gualtieri

Nicolino Grande Aracri e Antonio Gualtieri

Reggio Emilia, 3 febbraio 2016 – Chiesta la condanna per tutti i 71 imputati, con pene fino a 20 anni. I Pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi al termine della requisitoria nei riti abbreviati del processo di ‘Ndrangheta Aemilia, nell’aula speciale in fiera a Bologna.

Al centro dell’inchiesta, che a gennaio 2015 portò a 117 arresti, un’organizzazione ‘ndranghetistica che, seppur legata alla famiglia Grande Aracri di Cutro, agiva con forza autonoma e localizzata, con epicentro a Reggio.

Prima di Natale 167 erano stati i rinvii a giudizio.

Ma gran parte dei vertici dell’associazione hanno optato per l’abbreviato. Proprio per due promotori, Nicolino Sarcone e Alfonso Diletto e per due organizzatori, Giuseppe Giglio e Antonio Silipo, c’è la richiesta di 20 anni. Tra gli accusati di concorso esterno, 13 anni e 8 mesi sono stati chiesti per la fiscalista bolognese Roberta Tattini, 12 anni per il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Giuseppe Pagliani.

Per altri tre accusati di essere i promotori dell’associazione di tipo mafioso contestata, Antonio Gualtieri, Romolo Villirillo e Francesco Lamanna, i Pm hanno chiesto rispettivamente 18 anni, 17 anni e 8 mesi, 16 anni e 8 mesi.

Pene lievemente più basse per altri associati: Giuseppe Richichi (16 anni), Giulio Giglio (15 anni e 8 mesi), Donato Agostino Clausi (15 anni), Salvatore Cappa (14 anni e due mesi), Roberto Turrà (14 anni), Giuseppe Pallone (13 anni e 4 mesi), Francesco Frontera e Alfonso Martino (12 anni e 8 mesi), così come per Domenico Mesiano, poliziotto ed ex autista del questore di Reggio; 12 anni e 4 mesi per Pasquale Battaglia, 12 per Michele Colacino, Selvino Floro Vito e Francesco Lepera.

Dodici anni sono stati chiesti anche per Nicolino Grande Aracri, ritenuto il punto di riferimento della Cosca, ma che nel processo ‘Aemilia’ non risponde di associazione a delinquere di tipo mafioso: la sua è l’unica posizione per cui sono state chieste assoluzioni per alcuni capi di imputazione.

Tredici anni sono stati chiesti inoltre per un altro poliziotto, Antonio Cianflone, 14 anni per il giornalista Marco Gibertini, 12 anni per Fulvio Stefanelli, marito di Tattini e sei anni per Giovanni Paolo Bernini, ex assessore Pdl del Comune di Parma. La pena più bassa chiesta è stata di 10 mesi. Ora la parola passerà alle parti civili, poi alle difese.

La sentenza è prevista tra fine febbraio e inizio marzo.