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16 lug 2019

Affidi illeciti Bibbiano, nuova denuncia. "Due figli tolti ai genitori senza motivo"

L'avvocato: "Allontanati per anni, ora sono tornati traumatizzati"

francesca chilloni

Reggio Emilia, 17 luglio 2019 - Due fratellini di 2 e 5 anni strappati ai genitori da un giorno all’altro senza un motivo specifico, affidati per un anno ad una famiglia e poi, quando avevano ormai sviluppato vincoli di affetto con gli affidatari, tolti anche a questi (con l’accusa di abusi sessuali) per essere collocati in una struttura a 80 chilometri da casa. Infine, dopo quasi quattro anni, restituiti a mamma e papà su ordine del Tribunale dei Minori che – riesaminando le carte – non ha ravvisato nei genitori fragilità tali da giustificare l’allontanamento. «Due fratellini che dovranno intraprendere un lungo percorso di cura per superare i traumi psicologici ingenerati dal modo in cui i Servizi Sociali della Val d’Enza li hanno sballottati», dice il legale. Su questa vicenda l’avvocato Stefania Plancher oggi depositerà a nome dei genitori un esposto-denuncia di 15 pagine alla Procura della Repubblica di Reggio. 

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Un vero calvario, quello a cui è stata sottoposta di una famiglia di Sant’Ilario, smembrata da un giorno all’altro nell’ottobre 2015 su ordine dei Servizi Sociali diretti da Federica Anghinolfi, principale indagata dell’inchiesta ‘Angeli e demoni’

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Originari del Sud, lui è un operaio di 45 anni, la moglie 35enne fa lavoretti saltuari. Hanno tre figli: uno di 14 anni, di 5 e una piccolina di 2. Attorno a loro una fitta rete parentale di nonni, zii e cugini. «Non sappiamo perché i Servizi abbiano allontanato i piccoli – sottolinea l’avvocato Plancher –. Erano nutriti e vestiti normalmente, andavano a scuola, non subivano maltrattamenti o trascuratezza. La famiglia era compatta e aveva già allevato un ragazzo. C’era solo una fragilità caratteriale della madre, seguita dal Csm di Montecchio, ma i suoi problemi erano sotto controllo. Gli psichiatri non la ritenevano inidonea al ruolo materno. Inizialmente con i Servizi c’era stata una fase collaborativa e la mamma era aiutata dalla nonna, poi quando questa è morta gli assistenti sociali non hanno cercato un altro sostegno». 

Affidi illeciti Reggio Emilia, gli interrogatori di garanzia. Le foto
Affidi illeciti Reggio Emilia, gli interrogatori di garanzia. Le foto

Nella relazione con la quale i Servizi ottengono dal Tribunale dei Minori l’affidamento sono segnalati alcuni episodi: «Il maschietto sarebbe stato visto in strada da solo da un vicino, un’altra volta avrebbe avuto una lente degli occhiali incrinata – spiega Plancher –. Non c’è un’analisi della presunta inadeguatezza genitoriale, non si coglie un interesse dei bambini a essere allontanati. Il Tribunale si è fidato dei Servizi e non ha chiesto approfondimenti, non risultano nemmeno visite psicologiche. La legge è chiara: l’affido deve essere l’estrema ratio. Ma qui mancava tutto: il progetto quadro, il piano d’affido… Non facevano nemmeno i verbali dei nostri incontri. Ci sono state discrezionalità pura e gravissime negligenze operative». 

L’avvocato incontra più volte Anghinolfi, domanda spiegazioni e soluzioni alternative ma non ne ottiene. I bambini vengono collocati in una famiglia di Traversetolo: «Persone con grande esperienza nell’accoglienza, che collaboravano con i genitori anche se i Servizi li facevano incontrare poco». 

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I bimbi si affezionano alla coppia ma soffrono per la lontananza dai genitori: il maschietto inizia ad avere problemi di bulimia, eneuresi notturna, ha crisi di ansia, accumula oggetti. 
«Gli affidatari chiesero invano per mesi aiuto ai Servizi, l’unica cosa che ottennero è una denuncia per abusi sessuali». 

I questa fase – luglio 2017 – i fratellini sono seguiti dall’assistente sociale Sara Gibertini (indagata), mentre la loro psicologa viene sostituita dalla terapeuta del ‘Centro Hansel e Gretel’ Sarah Testa e dallo psicologo Matteo Mossini (entrambi indagati). «A fine 2017 i fratellini vengono di nuovo sradicati. Li si colloca in una struttura isolata sull’Appennino parmense, a 80 chilometri da Sant’Ilario – racconta l’avvocato –. Prima di arrivare al ricorso, io ho inutilmente scritto al sindaco di Sant’Ilario Moretti e all’assessore Bizzarri, a quello di Bibbiano Carletti… anche al sindaco di Reggio». 

Servizi sociali e affidamenti illeciti, 16 misure cautelari nel Reggiano. Foto
Servizi sociali e affidamenti illeciti, 16 misure cautelari nel Reggiano. Foto

Due i ricorsi presentati al Tribunale dei Minori che infine «ha accolto le nostre richieste nonostante l’ostruzionismo dei Servizi. I bambini in casa-famiglia costavano 140 euro al giorno; sono stati spesi 117mila euro. Quando il Consulente del Giudice ha chiesto ai Servizi di fare un programma di rientro in famiglia impiegando parte del denaro, gli è stato risposto che erano due capitoli di spesa differenti e non era possibile fare uno shift di bilancio». 

Finita la scuola, in giugno i fratellini sono ritornati a casa. Nel 2015 erano sani, oggi sono «altamente traumatizzati per la rescissione del legame familiare», hanno «un conflitto di realtà» e sono terrorizzati dal perdere di nuovo i genitori. 

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