Il dottor Vittorio Tromellini
Il dottor Vittorio Tromellini

Reggio Emilia, 22 giugno 2019 - L’attività fisica assume sempre più importanza. Tanto che la si definisce come un vero e proprio farmaco.

Dottor Vittorio Tromellini, internista e specialista in medicina dello sport e malattie dell’apparato respiratorio di Villa Verde, esageriamo? 

«No, la denominazione è più che giusta perché attualmente l’attività fisico-motoria si può considerare come un vero e proprio farmaco tra l’altro a buon mercato perché può arrivare a costare quasi nulla, bastano un buon paio di scarpe comode e una maglietta. Ma in ambito di prevenzione di numerose patologie è estremamente importante». 

Distinguiamo l’attività fisica dallo sport non agonistico e agonistico.

«L’attività fisica è tutto ciò che è movimento, dall’usare meno l’auto o i mezzi pubblici, dal fare le scale invece di prendere l’ascensore, andare a scuola o al lavoro a piedi o in bicicletta. Lo sport invece non sarà agonistico se non partecipiamo a campionati o iniziative ufficiali e regolamentate, tipo la partita di tennis con l’amico o il calcetto di sempre. All’opposto si parlerà di attività agonistica. I rischi cardiologici, traumatologici sono più o meno gli stessi, se non più seri durante attività non agonistiche perché si tratta spesso di soggetti non adeguatamente preparati, seguiti e studiati».

In Italia come siamo messi? 

«Circa il 60% della popolazione dai 15 anni in su non pratica nessuna attività sportiva e le statistiche dicono che la percentuale di sedentari è in aumento; ad esempio in Svezia solo il 9% della popolazione non svolgerebbe alcuna attività motoria o sportiva. In Italia sono quindi in aumento le malattie croniche con costi sociali e sanitari».

Quanto è importante lo sport nella fase dell’ adolescenza? 

«E’ estremamente importante in primo luogo per favorire una crescita corporea armoniosa. Poi aumenta l’agilità e la forza, migliora l’autostima, favorisce l’apprendimento, riduce l’ansia. E spero che contribuisca anche ad allontanare un poco i nostri figli dall’uso sconsiderato dei telefonini e dai pericoli tipo droghe ed abuso di alcolici». 

Quale e quanta attività fisica e sportiva va fatta? 

«I dati non sono univoci. Intanto è già qualcosa se si abbandona la poltrona: poi ognuno farà quel che si sente. I cardiologi parlano da tempo di 10.000 passi al giorno che equivalgono a circa 3-4 chilometri. Io aggiungerei con passo un po’ svelto, non lento. In alternativa si possono usare la cyclette o i tappeti mobili o fare i giri in bicicletta di 10-15 minuti al dì». 

Quali sono i benefici dell’attività fisica? 

«Sono veramente tanti. Raggiungere e mantenere il peso ideale, ma questo influirà anche sul controllo della pressione arteriosa che a cascata ridurrà il rischio di malattie come ictus e infarto. Ma poi muovendosi di più si riduce il rischio del diabete e i diabetici vedranno ridursi i propri valori, come i dislipemici vedranno abbassarsi il colesterolo e i trigliceridi, aumenta il colesterolo HDL o buono, cala il cattivo o LDL. Aumenta il tono muscolare e diminuirà la «pancetta» tanto importante per i problemi che può dare in ambito cardiologico ma non solo avendo un ruolo pro-infiammatorio. Migliora la capacità ventilatoria dei polmoni e l’ossigenazione dei tessuti. E sono solo alcuni dei benefici».