La banda di bulli terrorizzava i giovani, rapinandoli anche utilizzando la violena (Foto d’archivio Newpress)

Reggio Emilia, 13 giugno 2018 - Rapinavano i loro coetanei, li minacciavano e li riempivano di botte. La banda criminale che aveva preso di mira i giovani della città, spesso minorenni, è stata smantellata dalla polizia, che ha messo a segno tre arresti al termine dell’‘Operazione branco’.

Secondo gli investigatori, la banda, formata anche ad sei-sette persone, usava i giovani coetani come bancomat, rapinandoli spesso utilizzando violenza. I componenti della gang, poi, non contenti, facevano vanto del loro agire anche sui social. In particolare, avevano creato un gruppo dal nome 'Canaglia gang' uno degli arrestati sul suo profilo scriveva “Con il mio branco siamo sulla strada, se fai il furbo sei la nostra preda”. La gang inoltre, hanno appurato gli investigatori compiva le rapina per il puro gusto di poter dimostrare di avere il controllo del territorio e riaffermare la propria forza.

Parole a cui seguivano poi i fatti, visto che in un episodio, una vittima pur di non finire nuovamente nelle grinfie del gruppo aveva addirittura deciso di abbandonare la scuola. Le indagini sulla gang, inoltre, hanno consentito di scoprire altri episodi criminali mai denunciati dalle vittime. Tra destinatari delle misure cautelari è finito anche quello che è considerato il capo del branco intorno a cui si coagulavano i compici.

LEGGI ANCHE Correggio, per bullismo in pieno centro. Nei guai un 18enne

A finire in manette, quindi, per i reati di rapina aggravata, lesioni e furto sono stati tre ragazzi, due di 19 anni, un albanese, considerato il capo branco, un moldavo, e un ventenne romeno. Ai tre vengono contestate cinque rapine ai danni di sei minorenni. Tra gli episodi contesati c'è una rapina del 3 gennaio avvenuta in viale Allegri. A essere preso di mira sono stati due ragazzini minorenni, bloccati per i polsi e messi spalle al muro dalla banda, per rubare loro cellulare e portafoglio. Una delle due vittime, appena quindicenne, per lo choc subito aveva anche smesso di andare a scuola per paura di incontrare di nuovo gli aggressori.

Per rapinare le vittime, inoltre, in alcune occasione i componenti della banda sono arrivati a utilizzare anche dei coltelli. è il caso della rapina avvenua il 23 aprile nel parco del Popolo, quando due diciassettenni si sono visti puntare un coltello al mento e al petto affinché consegnassero tutto quello che avevano.  Non mancavano, inoltre, le botte per intimidire le vittime. Durante l'ennesima rapina avvenuta lo scorso mese in via Makallé, infatti, una diciassette dopo essere riuscita a scappare da una prima aggressione è stata rincorsa, gettata a terra e presa a schiaffi per il portafoglio.

Le indagini della polizia, quindi, hanno permesso di chiudere il cerchio intorno ai tre componenti della banda criminale e per l'albanese e il romeno è scattata la custodia cautelare in carcere, mentre il moldavo è attualmente agli arresti domiciliari. Gli investigatori, inoltre, lo scorso 28 maggio avevano arrestato in flagranza di reato altre tre persone, due minorenni e un maggiorenne, che avevano messo a segno una rapina nel parco del Popolo, e anche loro sono considerati parte della stessa banda. Il gruppo, infine, poteva avvalersi della consulenza di un altro ragazzo, denunciato per ricettazione, in grado di sbloccare i cellulari rubati per poterli riutilizzare.

Le indagini, quindi, ora continuano a caccia degli altri componenti della gang e la polizia non esclude che il gruppo possa essere responsabile di altre rapine sempre ai danni di minorenni, avvenute con la stessa modalità di quelle contestate agli arrestati.