Il nascondiglio del latitante, che si è costituito stamattina (Foto Artioli)
Il nascondiglio del latitante, che si è costituito stamattina (Foto Artioli)

Reggio Emilia, 19 agosto 2019 – L'uomo ricercato per l'omicidio della barista cinese Hui 'Stefania' Zhou si è costituito. Stanotte alle 2.30, dopo più di dieci giorni, è finita la sua fuga: stretto dalla morsa dei controlli della polizia in città, il latitante si è presentato spontaneamente alla caserma di Reggio Emilia.

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Un soggetto dalle impensabili capacità di sopravvivenza, lucido e in grado di nascondersi per oltre dieci giorni nella zona boschiva antistante all’Ifoa. È questa la descrizione di Hicham Boukssid fornita da polizia, carabinieri e dal pubblico ministero Marano, nella conferenza stampa congiunta dell’arresto. Il 34enne marocchino, unico indagato per l’omicidio di Hui Zhou, ha indicato ai carabinieri l’esatto luogo del suo giaciglio, dove aveva anche nascosto il coltello (da cucina, lama da 19 centimetri) con cui ha ucciso la giovane ragazza. Gli investigatori stanno com,unque cercando di capire se sia stato aiutato da qualcuno o abbia agito da solo.

Si è mostrato lucido, in buone condizioni di salute nonostante la latitanza per oltre dieci giorni. E si è presentato scalzo, con gli stessi vestiti indossati durante l’efferato omicidio.

L’uomo ha anche confermato di essere innamorato della giovane, anche se gli inquirenti ritengono che fosse “unilaterale”. Boukssid si trova in carcere, giovedì andrà davanti al tip Ghini per l’interrogatorio di garanzia 

L'omicidio della barista

La ragazza, 25 anni, era stata uccisa a coltellate nel bar in cui lavorava nel pomeriggio dell'8 agosto. Un omicidio che, secondo testimonianze, era avvenuto nel giro di pochi minuti. La vittima era dietro al bancone a servire alcuni clienti quando intorno alle 18 un uomo era entrato nel bar e l'aveva colpita. Pochi attimi, poi la fuga: l'aggressore aveva fatto perdere le sue tracce. La vittima era morta subito.

Le ricerche del presunto killer, identificato dalla polizia in Hicham Boukssid, proseguivano da giorni senza sosta. Alllo scopo gli uomini della squadra mobile avevano sentito "decine di persone" collegate al mondo dello spaccio, con cui il 34enne marocchino aveva legami consolidati. Non sono mancate le segnalazioni. Anzi. La polizia ne ha registrate più di venti, alcune anche nella serata di venerdì a pochi passi da via dei Gonzaga, dopo che Boukssid era stato visto (intorno alle 18) scappare da un giaciglio lungo il Crostolo. Ma nessuna di queste è stata confermata ufficialmente. La più curiosa vedeva il 34enne seduto in un ristorante a consumare un pasto. Prima che le immagini di videosorveglianza del locale smentissero l’associazione con il presunto killer.

Intanto, la comunità cinese si appresta a celebrare il funerale di Hui martedì: "Sarebbe bello ricevere una buona notizia entro quella data", sperava Kai, fratello di Hui. Mentre due giorni fa Zhai, l'altro fratello della vittima, diceva di aver perso la speranza che si trovasse il presunto assassino della sorella. Un pensiero proferito mentre osservava in modo quasi ipnotico lo struggente memoriale creato al bar Moulin Rouge. Rose bianche, tantissime, e mazzi di fiori a occupare l’intera parete. Foto, una quarantina, di una Stefania sempre sorridente. Scritte, dediche, ricordi. E poi lei, con un cartello sotto emblematico: “Quando perdi qualcuno che ami, ottieni un angelo che già conosci”.

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Sull’attività, sembrava mettere una pietra tombale: “Dubito riapriremo questo bar. Entrare significa provare lo stesso dolore, ogni singola volta. La mamma è distrutta, con tutta la fatica fatta per allevarci: tornare è impossibile”.

Sul movente, concludeva: “Lavoriamo da dieci anni al bar, e sappiamo riconoscere soggetti pericolosi. Quell’uomo veniva, beveva una birra o un caffè, e se ne andava. Se c’è stata una storia d’amore, era solo nella testa del killer. Brancoliamo nel buio. E ci sembra di non trovare alcuna risposta a questo orrore”.

Il sindaco Vecchi: "Ha capito che le forze dell'ordine non gli avrebbero dato tregua"

Il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, interviene sulla vicenda. "È una buona notizia. Nel dramma che ha colpito i familiari, la comunità cinese e l'intera comunità reggiana, la fine della fuga dell'assassino di Hui Zhou è un risultato importante. Se non fosse stato catturato sarebbe stato tutto ancora più difficile", commenta il sindaco.

"È un risultato - aggiunge Vecchi - che trasferisce sicurezza pur nel dramma della grande perdita che comunque rimarrà perché la morte di Hui Zhou ha comprensibilmente scosso la città". La "memoria e la consapevolezza di quanto accaduto penso continuerà ad accompagnare la città", continua Vecchi. Secondo cui tuttavia "non viene meno il bisogno di vicinanza alla famiglia a cui continueremo ad essere al fianco e all'intera comunità cinese, quella vicinanza e quel sostegno che l'intera città ha fatto sentire in questi giorni perché sono talvolta anche i momenti di dolore che riscoprono il senso e le ragioni di una comunità civile e di un senso di appartenenza".

Prosegue il sindaco: "Grazie in particolare alla polizia e alla squadra mobile, all'Arma dei carabinieri, alla polizia locale e ai vigili del fuoco e naturalmente al coordinamento della Procura per il lavoro enorme fatto in questi giorni". L'assassino, afferma infatti, "si è costituito anche per questo, perché ha capito che le forze impegnate sul territorio non avrebbero concesso tregua".

Il questore riceve i familiari della barista uccisa 

Il questore di Reggio Emilia Antonio Sbordone ha ricevuto i familiari di Hui Zhou. Durante l'incontro si è parlato della celebrazione funebre, prevista per domani alle 11. Le delegazioni della comunità cinese cristiano-evangelica di tutto il Nord Italia, informa la Questura, parteciperanno alle esequie e, pertanto, "si sono analizzati, brevemente, i dettagli dell'intera cerimonia al fine di disciplinare le varie fasi e assicurarne la regolarità e la compostezza".

I familiari hanno inoltre "attestato la loro gratitudine per l'operato della Polizia di Stato reggiana teso alla cattura del pericoloso omicida". Il questore "ha sottolineato il proprio dolore per l'evento
ed espresso quello di tutto il personale della Questura che, in ogni ora del giorno e della notte, incessantemente, si è prodigato nelle ricerche e nelle attività investigative". Il questore ha detto che il dolore della Polizia "riflette quello dell'intera Comunità di Reggio Emilia".