Piazze finite (foto Artioli)
Piazze finite (foto Artioli)

Reggio Emilia, 12 luglio 2019 - «Piazza Roversi così come piazza Gioberti, piazza della Vittoria e via Guasco, tutte di recente riqualificazione non sono a norma per i ciechi».

Con questa premessa l’Istituto nazionale per la mobilità autonoma di ciechi ed ipovedenti (Inmaci) ha inviato un esposto ufficiale all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) firmato dal pool di avvocati dello studio legale Eugenio Picozza; l’anticorruzione non solo vigila sulla correttezza formale degli appalti, ma anche sul rispetto dei progetti esecutivi. Testo peraltro preannunciato il 17 giugno scorso con una missiva informativa indirizzata al Comune di Reggio, all’ex assessore Mirko Tutino e alla dirigente d’area Elisa Iori. E che ora per competenza passerebbe sul tavolo del neo assessore Annalisa Rabitti che ha una delega specifica su ‘Reggio città senza barriere’.

«Ci è stato segnalato dai nostri associati non vedenti e purtroppo abbiamo constatato di persona in un sopralluogo a inizio giugno dall’ingegner Eugenio Migliarini, dirigente dell’ufficio tecnico Inmaci – recita la lettera – che non sono stati installati i segnali tattili per i non vedenti idonei ad essere percepiti e riconosciuti come tali. I lavori dunque violano la legge».

Inoltre l’associazione nazionale allarga il tiro: «Le soluzioni di pura fantasia adottate in piazza Roversi, piazza Gioberti e via Guasco non consentono a un non vedente di riconoscere come segnale tattile da seguire una zona di pavimentazione liscia, che non sono state create con lo scopo di costituire guide per i non vedenti. Gli inserti metallici eseguiti non sono assolutamente riconoscibili come segnali tattili per i non vedenti. Installazioni del tutto inutilizzabili, persino da non vedenti invitati a cercare di seguire tali pseudo indicazioni. Una simile idea poteva venire solo a chi possiede il senso della vista…».

L’associazione – che si prefigge di favorire la piena integrazione dei disabili visivi nella società – poi indica la soluzione: «Il problema è facilmente risolvibile dato che le strisce di pavimentazione liscia sono un’ottima base per incollarvi sopra le piastre in Pvc del linguaggio tattilo-vocale Lve, l’unico approvato dalle associazioni di categoria. Essi sono preferiti rispetto alle pavimentazioni discontinue che provocano sobbalzi a chi deve utilizzare una carrozzella». Ma l’etichetta della città senza barriere e con tanto di «sventolata» partnership del Criba ha infastidito l’Inmaci che ha deciso di alzare la voce redigendo l’esposto all’Anac presieduta da Raffaele Cantone.

«I documenti autorizzativi e i certificati di agibilità vengono rilasciati dalle autorità competenti basandosi su dichiarazioni non veritiere – si legge nella lettera degli avvocati che allegano anche sentenze della Cassazione su analoghi precedenti in diverse città – Dato che i progetti validati non sono conformi alla normativa, attività di progettista, Rup, Dl e collaudatore andrebbero sanzionati. E invitiamo a monitare sulla corretta emanazione dei bandi, sulla progettazione ed esecuzione e sull’applicazione delle normative».