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22 mag 2022

I giorni di Re Gnocco, oggi il doppio corteo

Ieri i bambini sono diventati cuochi impastando acqua e farina con gli chef. Rievocazione con treno a vapore, colonia elioterapica sul Po, antica sartoria

22 mag 2022
Bambini protagonisti alla corte di Re Gnocco a Guastalla
Bambini protagonisti alla corte di Re Gnocco a Guastalla
Bambini protagonisti alla corte di Re Gnocco a Guastalla
Bambini protagonisti alla corte di Re Gnocco a Guastalla
Bambini protagonisti alla corte di Re Gnocco a Guastalla
Bambini protagonisti alla corte di Re Gnocco a Guastalla

L’incoronazione del re, i carri, gli artisti di strada, storia e tradizione, l’abbuffata di gnocchi al sugo... Ma alla storica festa della Gnoccata di Guastalla non mancano neppure i bambini, per un giorno diventati cuochi per preparare gnocchi, impastando acqua e farina, seguiti da chef e insegnanti. Ieri mattina i bambini delle scuole paritarie guastallesi della Fism, che si sono dati appuntamento in piazza Mazzini, accanto ai grandi pentoloni pronti a entrare in azione, anche oggi, per la manifestazione che richiama ogni volta decine di migliaia di spettatori.

Ieri si è svolta l’incoronazione di re Serpo impersonato da Giacomo Valenti, con la serata animata dal gran ballo di corte. E oggi è in programma l’atteso doppio corteo con i carri della storia e della tradizione, alle 10,30 e alle 17,30, con ingresso libero, rievocando l’antica sartoria, la colonia elioterapica sulle spiagge del Po, il treno a vapore, i burattini, il mulino del Po, l’osteria e altri ancora, insieme a centinaia di comparse in costume per tornare ai tempi della corte di Isabella d’Este, dei Borbone di Parma, dei Gonzaga.

Una festa, quella della Gnoccata di Guastalla, che risale al 1869. In quell’anno, dopo la rivolta del macinato legato alla tassa sulla lavorazione del grano ai mulini, la gente scese in piazza per contestare il nuovo Stato, eleggendo per un giorno un sovrano alternativo, scelto dal popolo, che in quella occasione distribuiva gratuitamente gnocchi in quantità invece di impoverire la gente con nuove tasse e imposte. Una tradizione che prosegue ancora…

Antonio Lecci

© Riproduzione riservata

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