Nell’anno del Covid, mentre molte facolta di Medicina e Chirurgia ’soffrono’ il calo di iscrizioni, Unimore ottiene un’importante riconferma totalizzando un numero di aspiranti matricole in linea con il 2019. Al test d’ingresso più temuto, infatti, si sono iscritti in 962 (compresa Odontoiatria) e la maggior parte dei ragazzi che affronterà l’esame proviene dall’Emilia. Non è affatto stupito della performance il professor Giovanni Pellacani, preside di facoltà....

Nell’anno del Covid, mentre molte facolta di Medicina e Chirurgia ’soffrono’ il calo di iscrizioni, Unimore ottiene un’importante riconferma totalizzando un numero di aspiranti matricole in linea con il 2019. Al test d’ingresso più temuto, infatti, si sono iscritti in 962 (compresa Odontoiatria) e la maggior parte dei ragazzi che affronterà l’esame proviene dall’Emilia. Non è affatto stupito della performance il professor Giovanni Pellacani, preside di facoltà.

Professore, Unimore è in controtendenza rispetto ad altri atenei, anche non lontani dal nostro, per quanto riguarda le iscrizioni al test di Medicina. Come mai?

"Il mio giudizio non può essere che di parte, ma in tutta onestà credo che la performance si possa spiegare con l’ottimo lavoro di presentazione e comunicazione fatto in questi anni. Abbiamo messo in vetrina le nostre eccellenze e valorizzato il nostro corso di laurea con un lavoro sinergico tra università e aziende sanitarie di Modena e Reggio Emilia".

Una scuola che... ’fa scuola’. Un punto forte?

"Il potenziamento di una didattica di prim’ordine con una pratica altrettanto eccellente. Il nostro centro di simulazione, beh ce lo invidiano in tanti. Si tratta di una sala controllata elettronicamente dove gli studenti si esercitano con i manichini, riusciamo a simulare situazioni reali, con variabili che lo studente non conosce, in modo che possa fare una diagnosi e intervenire. Di certo si tratta di un elemento di pregio perché permette allo studente di trovarsi davanti a situazioni e reali, con un manichino che però dà una risposta come se fosse un vero essere umano. Una risorsa importantissima per la facoltà".

I partecipanti al test di settembre saranno soprattutto ragazzi delle province di Modena e Reggio Emilia. E’ l’effetto Covid che nella nostra zona ha colpito duro?

"Globalmente l’effetto Covid ha ridimensionato i numeri della corsa a Medicina, un po’ ha spaventato. Se a livello locale assistiamo invece a un incremente delle iscrizioni credo sia dovuto più che altro al fatto che quest’anno gli studenti si sposteranno meno. E’ ora più difficile attirare ragazzi da fuori proprio perché l’emergenza sanitaria ancora in corso scoraggia gli spostamenti. Calano le ’migrazioni’ e in questo senso i modenesi e i reggiani hanno capito di avere ’in casa’ una eccellenza. Siamo attrattivi e siamo vicini".

val. b.