Il Pd contro Daviddi: "C’è un limite alla diffamazione e lui l’ha superato"

Nel mirino la serata a Reggio. Il sindaco replica: "Ho solo. espresso il mio pensiero".

Il Pd contro Daviddi: "C’è un limite alla diffamazione e lui l’ha superato"

Il Pd contro Daviddi: "C’è un limite alla diffamazione e lui l’ha superato"

Polemiche tra il Pd e il sindaco di Casalgrande Giuseppe Daviddi dopo alcune sue dichiarazioni in un incontro tra i candidati sindaci di alcune liste civiche della provincia. Per Paolo Debbi (segretario Pd Casalgrande) e Massimo Gazza (segretario provinciale Pd, nella foto) c’è "un limite alla diffamazione verbale che Daviddi, non nuovo a queste situazioni, ha ampiamente superato venerdì sera in un contesto per lui amico: una serata di alcune liste civiche reggiane al Pigal di Reggio che gli ha consentito di spararne una più grossa dell’altra. Un’offesa a una comunità politica intera, quella del Pd della nostra provincia, definita una ‘megascatola’ fatta di rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, sindaci, consiglieri e tanti militanti e volontari i quali prestano in modo disinteressato il proprio tempo ed energie". Se esiste, "come lui dice una megascatola vuota – incalzano Gazza e Debbi – in ‘un partito con degli interessi all’interno che si sono innescati e preso possesso del nostro territorio in tutti questi anni… una lobby...’ allora denunci e circostanzi ai soggetti competenti". Per il Pd gli attacchi sono proseguiti nei confronti "dell’assessore regionale Donini, la dirigente Ausl Marchesi, prefettura, Iren". Immediata la replica di Daviddi: "Non ho offeso il Pd, ma ho espresso il mio pensiero. Non sono attacchi. È un’opinione, basandomi sul fatto che la riforma sanitaria regionale non è stata condivisa con i cittadini e nemmeno sono state recepite le osservazioni tra cui quelle sul pronto soccorso del Magati. Perché la Regione non ne prende atto? Non sono state discusse le firme raccolte".

m. b.