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1 ago 2022

La New York minimal del chitarrista Jack Baldelli

Il musicista reggiano, 40 anni, da otto vive nella Grande Mela. Nel nuovo album l’omaggio alla metropoli dopo un periodo di riflessione

1 ago 2022
lara maria ferrari
Cronaca
Giacomo Baldelli: «La scena artistica sta cercando di rialzarsi dopo la pandemia»
Giacomo Baldelli: «La scena artistica sta cercando di rialzarsi dopo la pandemia»
Giacomo Baldelli: «La scena artistica sta cercando di rialzarsi dopo la pandemia»
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Giacomo Baldelli: «La scena artistica sta cercando di rialzarsi dopo la pandemia»
Giacomo Baldelli: «La scena artistica sta cercando di rialzarsi dopo la pandemia»

di Lara Maria Ferrari Finalmente libero. Calato nel presente e proiettato nel futuro. Giacomo Baldelli ci appare così, a una manciata di giorni dall’uscita di ‘New York City Tracks’ (fuori il 5 agosto), in cui omaggia la sua città di adozione e la musica contemporanea, attraverso una personale interpretazione scevra da convenzioni e stereotipi che spesso il genere richiede. Il disco del chitarrista reggiano (1982), da sempre attivo nell’esplorazione del repertorio contemporaneo per chitarra e che il pubblico ha applaudito in Italia, Germania, Francia, Inghilterra, Repubblica Ceca, Polonia e Stati Uniti, segue ‘Electric Creatures’ (2018) e la rottura delle regole che contraddistinguono la musica d’avanguardia. Da quel momento ‘Jack’ Baldelli si è ritrovato a pensare ad alcuni compositori il cui percorso personale fosse connesso con New York. Grazie al ritrovamento di sue vecchie registrazioni della composizione di Steve Reich ‘Electric Counterpoint’, che Baldelli aveva proposto alla Biennale di Venezia 2018 sotto il moniker NIDRA, nasce l’universo narrativo di ‘New York City Tracks’, che comprende ‘Garcia Counterpoint’ di Bryce Dessner (chitarrista dei The National), ‘Warmth’ di David Lang (Premio Pulitzer per The Little Match Girl Passion e vincitore di un David di Donatello per le musiche di Youth di Paolo Sorrentino), ‘Music in Similar Motion’ di Philip Glass (uno dei capifila del minimalismo) e ‘Dream’ di John Cage (figura musicale di riferimento del Novecento). Giacomo, com’è avvenuta la selezione dei cinque compositori? "Per la prima volta ho scelto di registrare musica già edita da compositori molto noti. Da un certo punto di vista il mio è stato l’approccio tipico del musicista classico che affronta pagine note della letteratura. Ho voluto reinterpretare (e in un paio di casi riarrangiare) brani che potessero esprimere al meglio un certo sound di New York". New York da quando ci si è trasferito fino ad oggi, com’è cambiata da ...

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