Le vecchie glorie biancorosse danno l’addio all’amico ’Gras’

Codeluppi, Rustichelli, Ghiacci,. Spaggiari, Iori, Crovetti . e tanti altri a Coviolo. per salutare l’atleta scomparso.

Le vecchie glorie biancorosse danno l’addio all’amico ’Gras’

Le vecchie glorie biancorosse danno l’addio all’amico ’Gras’

Il mondo del basket reggiano ha dato ieri l’ultimo saluto a Claudio Grasselli: indimenticato protagonista degli anni ruggenti, e dei primi gloriosi, della Pallacanestro Reggiana: scomparso martedì all’età di 65 anni. Numerosissimi gli ex compagni di squadra, cestisti di varie società, e dirigenti biancorossi degli anni ’70 e ’80 che hanno partecipato all’ufficio funebre svoltosi al cimitero di Coviolo dove era anche stata allestita la camera ardente. Ove, nel corso della giornata, in tantissimi hanno reso omaggio al feretro del popolare "Gras", che era accompagnato da diverse foto della sua carriera sul parquet, in canotta Jolly e Cantine Riunite in particolare. Tra i presenti alcuni degli alfieri che, nel maggio del 1982, assieme a Grasselli regalarono al club la prima, storica, promozione in serie A2; nomi familiari agli appassionati di palla a spicchi nostrana che hanno valicato la soglia degli ‘anta, ma che sono stati fonte di sprone e motivazione per tanti bambini di quel tempo come Gianni Codeluppi e Orazio Rustichelli. Che insieme ad allenatori e dirigenti dell’epoca quali Sandro Crovetti e Giovanni Iori si sono ritrovati per salutarlo nel suo passaggio all’altra riva. Molta la commozione anche di Mario Ghiacci, i cui celebri "giochi a due" con Grasselli mandavano in visibilio i tifosi di via Guasco, di Stefano e Giuliano Spaggiari, fratelli e amici del giocatore scomparso, e di qualche giovane, al tempo, compagno di squadra di quella Bibbiano, in serie D, dove Grasselli spese le ultime stille del suo indubbio talento. Tanti anche gli amici del bar della Rosta Nuova. Prima della tumulazione l’ex Pallacanestro Reggiana ha ricevuto i conforti religiosi attraverso il rosario officiato da don Luigi Mandelli di fronte ai familiari più stretti.

Gabriele Gallo