Agata Angiani e Giovanni Manzo ieri mattina davanti alla scuola media di Montecchio
Agata Angiani e Giovanni Manzo ieri mattina davanti alla scuola media di Montecchio
di Nina Reverberi Gli studenti non ce la fanno più a seguire la Dad. Manca la scuola in presenza, manca vedersi con i compagni, manca confrontarsi con i prof, manca la vita dello studente nel suo complesso. E così ieri alcuni studenti della terza media della scuola di Montecchio, come Agata Angiani e Giovanni Manzo, hanno manifestato il loro disappunto anche a...

di Nina Reverberi

Gli studenti non ce la fanno più a seguire la Dad. Manca la scuola in presenza, manca vedersi con i compagni, manca confrontarsi con i prof, manca la vita dello studente nel suo complesso. E così ieri alcuni studenti della terza media della scuola di Montecchio, come Agata Angiani e Giovanni Manzo, hanno manifestato il loro disappunto anche a nome di altri compagni, inscenando una pacifica protesta.

Hanno portato da casa un "banco" di fortuna e uno sgabello, sui quali hanno messo il computer ed alcuni libri svolgendo così la didattica a distanza proprio sotto le finestre della loro scuola.

"Non ne possiamo più – spiega Agata Angiani – abbiamo perso ogni tipo di socializzazione, non abbiamo piu relazioni con i compagni, con i quali fino a poco tempo fa condividevamo gran parte del nostro tempo, ora tutto questo non c’è più".

Infreddolita, ma convinta di questa sua protesta. "Ormai - prosegue Agata supportata in questa sua protesta dal compagno di scuola Giovanni - dopo tanto tempo che non andiamo a scuola in presenza, ci diventa difficile relazionarci con gli altri compagni. Sta diventando difficile anche rimanere per ore concentrati sul monitor di un computer. E poi manca il contatto con il Prof: avremmo bisogno di averlo davanti a noi anche solo per potergli chiedere una spiegazione".

Gli studenti delle medie faticano a capire perché possano tornare in classe solo gli alunni della prima. "Si – conclude Agata- non capiamo il perche, visto che non abbiamo gli stessi orari e non si creava di certo una sovrapposizione, inoltre la scuola è sanificata". Il grido di aiuto per poter ritornare in classe è stato lanciato e gli studenti sperano che venga raccolto da chi deve decidere. Tutti, seppure in sicurezza, vogliono ritornare a vivere la scuola, un luogo importante per il futuro dei nostri giovani.