Omicidio in via Stalingrado a Reggio Emilia, fermato un 35enne
Omicidio in via Stalingrado a Reggio Emilia, fermato un 35enne

Reggio Emilia, 18 giugno 2021 - Svolta nell’omicidio di Aniello IazzettaSi chiama Milan Racz, è uno slovacco di 34 anni senza fissa dimora. Sarebbe quello che ha fracassato il cranio di Aniello Iazzetta con le sue nude mani, nella serata di sabato scorso in via Stalingrado a Reggio. 

Omicidio di via Stalingrado a Reggio Emilia, cellulare e identikit incastrano gli indagati

E' quanto hanno appena comunicato i Carabinieri della Sezione Operativa del Comando di Reggio dopo una notte di interrogatori, compiuti presso l'omologo comando di La Spezia, dove Racz e la compagnia (una cittadina di nazionalità cecoslovacca) sono stati fermati ieri presso il porto della città ligure. 

Il movente

Milan Racz, il 34enne slovacco, indagato per l'omicidio di Aniello Iazzetta, avrebbe agito perché accecato dalla gelosia di sapere che la sua compagna - una ragazza di origine ucraina - si trovasse a casa di Iazzetta con un altro amico presente. L'indagato, inoltre, risulta essere già conosciuto alle forze dell'ordine per vari precedenti riguardanti reati contro il patrimonio e la persona. 

Omicidio Reggio Emilia, Aniello Iazzetta ucciso a suon di botte

false

I fatti

Milan, sabato sera, per ragioni ancora al vaglio degli investigatori, coordinati dal Sostituto Procuratore Valentina Salvi, si sarebbe recato, accecato dalla rabbia, in via Stalingrando dopo che la sua compagna si trovava a casa di Iazzetta in presenza di un altro inquilino dello stabile (evidentemente che abitava al secondo piano); il quale poco dopo si allontana e rientra nel suo mini appartamento. Improvvisamente da quella che sembra un'amabile serata in casa di amici, si trasforma in un dramma vero e proprio. La donna riceve la telefonata di Racz, il quale va su tutte le furie e minaccia di raggiungere via Stalingrado per picchiare Iazzetta e l'amico. In un quarto d'ora è al civico 3. Con una testata colpisce l'amico di Iazzetta, poi si avventa a mani nude sul 51enne di origine campana. Lo massacra di botte, gli sbatte la testa contro il muro e la porta del bagno. Una furia omicida, brevissima ma devastante. Iazzetta è a terra agonizzante. Ci sono tracce di sangue ovunque nel minuscolo appartamento, ed i due ucraini si allontanano, non prima di aver maldestramente provato a cancellare una qualche traccia di sangue. I rilievi tecnico scientifici compiuti sul cadavere (verrà di fatto rinvenuto mercoledì scorso, su segnalazione di uno degli abitanti del palazzo che non lo vedevano da tre giorni), oltre alla diagnosi del medico legale, è che le cause della morte sono da addebitarsi ai numerosi traumi subiti nella regione facciale e le fratture, evidenti, alla scatola cranica. Il movente è al momento non confutato, anche se va detto che la compagna del 34enne aveva incontrato Iazzetta e l'amico su un autobus di linea e li aveva seguiti a casa. 

Le indagini

Sulla base delle evidenze raccolte dai carabinieri, il pm Salvi ha disposto il 'fermo indiziario' per Racz con l'accusa di omicidio aggravato dai futili motivi e dall'aver agito con crudeltà, oltre a quello di furto in abitazione. Il fermo è motivato anche dal pericolo di fuga dell'uomo. La compagna è al momento indagata per favoreggiamento (aveva un asciugamano sporco di sangue nascosto nello zaino). Milan Racz è al momento rinchiuso nel carcere di La Spezia. 

In meno di 24 ore i Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Sezione Operativa di Reggio Emilia hanno raccolto elementi di reità a carico del cittadino slovacco Racz Milan, 34enne senza fissa dimora ma da diverso tempo gravitante in città, tali da indurre il Sostituto Procuratore della Repubblica Dott.ssa Valentina Salvi ad emettere nei suoi confronti un provvedimento di “fermo di indiziato di delitto”, eseguito ieri stesso a la Spezia.

Il movente

Non è ancora chiaro cosa abbia scatenato così tanta violenza in Racz Milan. Certo è che l’ira dell’uomo è conseguente alla telefonata fatta la sera del 12 giugno alla sua compagna, quando questa era in casa di Iazzetta con due uomini. D’altronde la ragazza ucraina, da sola, aveva incontrato Iazzetta ed il suo amico dentro autobus di linea cittadina, e poi li aveva seguiti a casa. Tutti gli elementi raccolti dai Carabinieri di Reggio Emilia, ieri stesso, sono stati posti all’attenzione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia dott.ssa Salvi che, in serata, attesi gli evidenti elementi di reità in relazione ai reati omicidio aggravato dai futili motivi e dall’aver agito con crudeltà nonché di furto in abitazione, considerato altresì il concreto pericolo di fuga dell’indagato, ha emesso a carico di Milan un provvedimento di “fermo di indiziato di delitto”.
Questa notte, i Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Sezione Operativa di Reggio Emilia si sono recati a La Spezia, dove, hanno eseguito il fermo. La compagna di Milan, al momento, è indagata per favoreggiamento.