Reggio Emilia, 28 agosto 2021 - "Ho presentato un ricorso urgente al comitato delle sparizioni forzate dell'Onu a Ginevra per chiedere che si continui a ricercare 'cum vita', ovvero a prescindere dalla fine della povera Saman Abbas, non soltanto in Italia, ma che le ricerche vengano estese con più attenzione anche negli altri Pesi europei dove lo zio e l'altro cugino ancora latitanti si sono mossi, ovvero in direzione Barcellona e Francia".

Saman Abbas con Saqib Ayub, il fidanzato della 18enne scomparsa

Il focus Il fratello di Saman: "Ci fu una riunione per farla pezzi" Saman Abbas storia, spuntano nuovi misteri. Tutte le piste e le ipotesi - Saman ultime notizie: la ragazza era controllata da una coppia misteriosa

Lo ha detto all'Agi il legale del fidanzato di Saman, Claudio Falleti che ha depositato l'atto ieri, sperando così di dare un nuovo impulso alle ricerche sospese il 12 luglio scorso della ragazza pakistana 18enne che gli inquirenti ritengono sia stata uccisa dai familiari dopo il rifiuto di un matrimonio combinato con un cugino in patria.

La risposta è attesa nell'arco di una quindicina di giorni. "Nella stessa richiesta - prosegue il legale - ho chiesto anche che venga lasciato ai genitori di Ayub Saqib (il fidanzato, ndr) un salvacondotto per rientrare in Italia dal Pakistan, visto che sono stati oggetto di minacce da parte dei familiari di Saman, provate da un video e da denunce".

Di Saman si sono perse le tracce la notte tra il 30 e il 1 maggio scorso: il corpo di Saman, sempre secondo gli inquirenti che lì hanno concentrato le ricerche, sarebbe stato sotterrato nelle campagne di Novellara, nel Reggiano, vicino all'azienda agricola dove lavorano i parenti, e dove si sono concentrate per 67 giorni ininterrotti le ricerche.

Secondo quanto si è appreso nelle ultime ore, riferito dal fratellino della ragazza nel corso dell'incidente probatorio del giugno scorso allegato agli atti del riesame nel respingere il ricorso del cugino unico arrestato, il pomeriggio del 30 aprile scorso a casa della famiglia Abbas, a Novellara, ci fu una riunione e si parlò di come far sparire il cadavere di Saman, che potrebbe stato fatto a pezzi per farlo sparire. Riferendosi a un partecipante alla riunione, il fratello infatti ha raccontato: "Ha detto: io faccio piccoli pezzi e se volete porto anch'io a Guastalla, buttiamo là, perché così non va bene".

Il ragazzino, 16 anni, avrebbe anche negato la responsabilità dei genitori, chiamando in causa altri due cugini, che però agli atti non risulterebbero indagati. Così come non risulterebbero ricerche nella zona di Guastalla, a dieci chilometri da Novellara e vicino alle anse del Po, località che sarebbe stata citata nel corso di quel summit familiare.

L'inchiesta per omicidio vede attualmente indagati (tutti latitanti) i genitori della 18enne, lo zio Danish Hasnain (ritenuto l'esecutore materiale) e un cugino; l'altro cugino e' invece l'unico arrestato, in carcere a Reggio Emilia.

Saman disse: "Torno in comunità, non in Pakistan"

"Sono disposta a tornare in comunità, non in Pakistan". Parole messe a verbale il 22 aprile da Saman Abbas. L'11 aprile fu sentita, denunciò il fatto che il padre stava trattenendo indebitamente i suoi documenti e segnalò anche le minacce trasversali al suo fidanzato, attraverso parenti in Pakistan. Disse anche che i genitori persistevano nel proposito di farla sposare, contro la sua volontà, a un cugino in patria. È quanto emerge dagli atti, citati dal tribunale del Riesame di Bologna.