Reggio Emilia, 26 giugno 2020 - In dodici nei guai, tutti con a carico provvedimenti cautelari appena disposti dal Gip, per la maxi rete di spaccio di droga (video) scoperta dagli agenti della polizia locale di Reggio Emilia. Si tratta di undici custodie cautelare in carcere, a cui si aggiunge un divieto di dimora. Avrebbeo dato vita a una sorta di bazar dello spaccio in piazzale Europa, nel quartiere Santa Croce, alle spalle della stazione ferroviaria centrale della città emiliana. L’intensa attività sarebbe stata messa in piedi da un gruppo di cittadini gambiani, nati tra il 1992 e il 1999, che operavano nella zona del parcheggio del piazzale, adibito prevalentemente ad area di sosta e terminal bus, diventato un punto di riferimento per assuntori di stupefacenti, anche molto giovani, sia della città, sia provenienti da altri comuni della provincia.

“Le indagini, meticolose e durate diversi mesi – ha spiegato il comandante Stefano Poma – hanno permesso di individuare con certezza e poi, con la collaborazione della Questura di Reggio Emilia, di identificare formalmente gli autori dello spaccio, tutti di età molto giovane e senza fissa dimora, che trovavano riparo in capannoni abbandonati delle ex Officine Reggiane. Lo spaccio veniva svolto con alcune scaltrezze: gli autori, ad esempio, cercavano di restare fuori dalle inquadrature delle telecamere fisse del terminal bus di piazzale Europa, non sapendo però di essere ripresi dalle nostre telecamere di servizio; nascondevano gli stupefacenti, di solito in piccole o piccolissime quantità, sotto le auto in sosta o tra i cespugli e le siepi che delineano i settori del parcheggio. Piccole quantità che, di volta in volta, venivano prelevate e cedute singolarmente o messe gradualmente assieme, costituendo quantitativi maggiori. Abbiamo rilevato un’attività di spaccio molto intensa, con oltre cento cessioni documentate, a orari diversi delle giornate, a persone di ogni età, da minorenni a padri di famiglia. In prevalenza, si trattava di hashish e marijuana".

“Delineato in maniera precisa il quadro della situazione, con il coordinamento della procura della Repubblica e dopo l’emissione dei provvedimenti cautelari da parte del Gip di Reggio Emilia – ha aggiunto il comandante – abbiamo proceduto all’esecuzione delle ordinanze, trovando le persone interessante alle ex Reggiane. Non risulta ad ora un eventuale ‘coordinatore’ fra i 12 coinvolti. “Questa indagine trae origine anche dai controlli che abbiamo svolto, e continueremo a svolgere nei prossimi mesi, nell’ambito del progetto 'Scuole Sicure'", ha concluso Poma. Il blitz per l’esecuzione delle ordinanze ha visto impegnate 30 agenti, donne e uomini della polizia locale reggiana, ed ha avuto inizio nelle prime ore del mattino del 24 giugno, per concludersi con l’ultimo arresto, avvenuto nella tarda mattinata del giorno seguente.