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23 lug 2022
23 lug 2022

Stalking e lesioni: padrona di casa a processo

La 54enne avrebbe minacciato, aggredito e staccato più volte la corrente elettrica a una coppia di inquilini originari di Modena

23 lug 2022
Immagine di repertorio
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Una donna 54enne di Castellarano è a processo per la duplice accusa di stalking condominiale e lesioni. Secondo la ricostruzione investigativa, tra il marzo e il luglio 2019 avrebbe perseguitato una coppia di conviventi che abitava in un appartamento di sua proprietà: lui è un 47enne di Modena, lei è una 37enne di Formigine (Mo). La sua condotta li avrebbe costretti a cercare ospitalità da amici e parenti e a farsi accompagnare durante i rientri serali a casa. L’imputata è chiamata a rispondere di aver staccato ripetutamente il loro contatore dell’energia elettrica e il salvavita e di averli più volte più volte manomessi, tagliando i cavi dell’alimentazione e sostituendo il secondo con uno depotenziato.

Avrebbe messo un nuovo lucchetto alla porta del locale che custodisce i contatori, ma senza darne una coppia agli inquilini, e tagliato i cavi dell’antenna. "Devi andartene da casa mia, vergognati – avrebbe detto –. Non troverai più i tuoi gatti. Entrerò comunque in casa. Tu andrai via da quella casa, viva o morta. Perderai l’uso delle gambe". Il 9 maggio 2019 avrebbe staccato di nuovo i cavi del contatore dopo aver spostato con forza un tecnico che era arrivato per ripristinare i collegamenti. E avrebbe picchiato la donna, tirandola per i capelli fino a farla sbattere contro il muro, causandole un lieve trauma cranico: "Non sai chi sono io, lo imparerai. Scendi che ti faccio vedere. Ci vediamo più tardi, torno stasera, torno stanotte".

Dietro la vicenda si profila una contesa sullo sfratto, che la proprietaria aveva dato alla coppia perché voleva riavere il proprio appartamento. I conviventi si erano entrambi costituiti parte civile, ma poi si sono lasciati e nel processo è rimasta solo lei. Davanti al giudice Giovanni Ghini, il pm Maria Rita Pantani ha chiesto 1 anno e 2 mesi di condanna. La parte civile si è associata e ha domandato una provvisionale. La proprietaria è difesa dall’avvocato Rossella Zagni: per lo stalking ha chiesto l’assoluzione e in subordine la derubricazione in minacce, con richiesta di proscioglimento per particolare tenuità del fatto; per le lesioni ha sostenuto che si sia trattato di legittima difesa. "Nessuno ha mai visto la mia assistita tagliare i fili - sostiene l’avvocato -. Inoltre il contatore era datato: funzionava a singhiozzo e la corrente si staccava di continuo". Nella prossima udienza è previsto il verdetto.

Alessandra Codeluppi

© Riproduzione riservata

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