Omar Saidou Daffe, 37 anni, originario del Senegal, qui con la maglia del Vettus
Omar Saidou Daffe, 37 anni, originario del Senegal, qui con la maglia del Vettus

Bagnolo (Reggio Emilia), 25 novembre 2019 - Bruttissimo episodio al Fratelli Campari di Bagnolo in Piano. Alcune frasi di stampo razzista indirizzate dalla tribuna a Omar Daffe, portiere di origini senegalesi dell’Agazzanese, hanno indotto l’arbitro bolognese Andrea Paccagnella a sospendere la partita al 27’ del primo tempo.  Una decisione presa dopo che Daffe usciva dal campo, buttando a terra i guanti e dicendo che per lui la partita era finita lì. Rientrava negli spogliatoi e veniva espulso per aver lasciato il campo.

L’episodio è probabilmente da ricercare negli antefatti. Al 22’ Daffe blocca un pallone e va contro Zvetkov, colpendolo alla schiena. Parrebbe una situazione da rigore ed espulsione, ma l’arbitro sorvola. Poi Daffe va a parlare con Zvetkov, probabilmente per invitarlo a rialzarsi e a non simulare e dalla tribuna partono frasi razziste e offensive indirizzate al portiere. Che reagisce uscendo dal campo. Ma l’episodio non finisce qui, perché l’Agazzanese sembra voler continuare la partita effettuando anche la sostituzione con il secondo portiere Di Maio che inizia a scaldarsi.

E’ proprio l’allenatore Nicola Binchi invita i suoi a riprendere. Sono momenti concitati, tutti i giocatori a centrocampo, oltre alla terna e alle due panchine: ma a questo punto Alessandro Moltini, il capitano dell’Agazzanese, invita tutti i suoi compagni a lasciare il campo e all’arbitro non resta che dare il triplice fischio finale dopo circa quindici minuti dal fattaccio. 

Il presidente della Bagnolese, Giuseppe Conti, dà la versione ufficiale della società: «Ci dissociamo dalle frasi razziste e ci siamo scusati con la società ospite e con Daffe. Bagnolo in Piano è un paese civile con tantissime nazionalità presenti. Noi, del resto, abbiamo due giocatori di colore, un marocchino e un brasiliano, e non vogliamo passare per una società razzista, perché non lo siamo». Con l’uscita di Daffe dal campo si poteva continuare la partita? «Noi volevamo andare avanti e subito anche loro, poi hanno cambiato idea».

Francesco Ghidini è il direttore generale dell’Agazzanese: «C’è stata una serie di insulti razzisti verso Daffe e lui ha deciso di abbandonare il campo. Negli spogliatoi c’è stata una consultazione tra i nostri ragazzi che hanno ritenuto di essere solidali con il loro compagno. Queste frasi sono state confermate anche dal collaboratore dell’arbitro. Ora aspettiamo con serenità la decisione del giudice federale».

Fidel Ashitey, il giocatore di colore della Bagnolese, è lapidario: «E’ assurdo che capitino ancora cose del genere nel 2019, davvero c’è gente ignorante, ma purtroppo si sentono spesso su vari campi». Isacco Manfredini guarda avanti: «Noi eravamo disposti a giocare, ma come facciamo a intervenire su una frase che parte da uno spettatore? L’arbitro, comunque, ha dichiarato chiusa la gara perché l’Agazzanese si è rifiutata di tornare in campo. Daffe aveva deriso Zvetkov prima di colpirlo, io ero lì e l’ho sentito; andava espulso subito. Credo che noi rischiamo una multa, non so se la squalifica del campo, ma è l’Agazzanese che se n’è andata e credo che perderà la partita a tavolino».

Claudio Gallicchio, allenatore della Bagnolese, aveva addirittura proposto una mediazione: «Sono cose a dir poco spiacevoli, ci dissociamo e condanniamo ogni frase razzista. Una cosa così non mi è mai capitata, ovviamente, e siamo spiazzati a nostra volta. Noi eravamo disposti anche a riprendere undici contro undici»