Una infermiera guarda un neonato in ospedale  ANSA
Una infermiera guarda un neonato in ospedale ANSA

Rimini, 6 marzo 2016 - Una bambina appena nata, di appena un chilo di peso. Uno scricciolo fragile che la madre non vuole. Ha già troppo problemi con la sua vita e quella bimba sarebbe per lei un altro, insostenibile, peso. Decide così di lasciare la bambina in ospedale. Ma, se esiste un destino, per questa piccola ad un certo punto si è girato veramente dalla parte giusta: un’infermiera ha chiesto che la bimba le venisse affidata. Così è stato.

Una storia bellissima che ha come sfondo il reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Rimini, fiore all’occhiello della sanità emiliano-romagnola e fra le tre maggiori Terapie Intensive della Regione. La giovane madre, proveniente dall’Est Europa, arriva in ospedale perché non sta bene: la bambina deve nascere e nascerà, ma decisamente sotto peso tanto che dalla sala parto la piccina viene subito trasferita nelle speciali culle della Terapia intensiva neonatale, guidata dalla dottoressa Gina Ancora che ha la responsabilità anche della Pediatria. Le condizioni della bambina sono difficili ma non tragiche, però la madre manifesta la volontà di non tenerla e lasciarla in reparto. La legge previde che un neonato possa essere lasciato dalla mamma alla struttura ospedaliera nella quale viene al mondo, una tutela per il piccolo e per la madre.

Quella bambina e la sua storia colpiscono tutto il personale del reparto e in particolar modo una infermiera che esprime il suo desiderio di poter avere in affido la piccola. Questo però è solo il primo passo verso quella che sarà una vera e propria adozione. E’ passato un po’ di tempo da quando gli occhi dell’infermiera si sono posati sulla bimba. Lei sta crescendo e sta decisamente meglio. Certo, è ancora una bimbetta minuta, ma con tanta energia e voglia di avviarsi verso la bella famiglia che l’ha accolta come un dono dal cielo.

Nel reparto ogni anno vengono seguiti una sessantina di piccini sotto il chilo e mezzo di peso e, nel complesso, circa 200 neonati prematuri. Nel reparto i piccoli pazienti possono contare sulle attrezzature più avanzate per l’assistenza respiratoria, per la prevenzione del danno cerebrale, per la nutrizione parenterale e per il monitoraggio non invasivo. L’obiettivo prioritario dello staff della Tin di Rimini è curare le malattie proteggendo al contempo il rapido sviluppo cerebrale di questi neonati.