Rimini, 8 agosto 2016 - Bimbo di tre anni morso da un ragno nel giardino di casa. Il piccolo è stato ricoverato in ospedale, ma per fortuna non ci sono state gravi conseguenze. Grazie soprattutto alla prontezza della nonna che ha chiamato l’ambulanza ed è riuscita a catturare anche l’animale, consentendo una profilassi immediata e mirata.

E' accaduto in un paesino della Valconca, poco prima di cena. Il piccolo stava giocando nel giardino di casa ed era entrato dentro la casetta di plastica montata dai genitori. Ed è lì dentro a quanto pare che il ragno aveva fatto la sua tana. L’animale ha morso il piccolo in un dito, il bambino è scoppiato a piangere per il dolore, correndo dalla nonna alla quale in quel momento era affidato. Il piccolo ha mostrato il dito che si stava gonfiando a vista d’occhio e in qualche modo è riuscito a spiegare alla nonna quello che gli era accaduto: un ragno l’aveva morso.

La donna non ha perso tempo, non sapendo con cosa aveva a che fare e vista la reazione che il nipotino stava avendo, ha deciso di non correre alcun rischio e ha allertato subito il 118. In attesa dell’ambulanza, la signora però ha avuto anche l’accortezza di andare a cercare il ragno che aveva morso il piccolo. Se di veleno si trattava, ha pensato, era importante che i medici sapessero che tipo di ragno fosse. Così è corsa in giardino e ha perquisito la casetta di plastica, fino a quando non ha trovato l’animale. In qualche modo è riuscita a catturarlo e a chiuderlo in un contenitore, portandolo con sè in ospedale.

IL BIMBO è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Infermi, dove i sanitari l’hanno sottoposto subito a tutti gli accertamenti del caso. La paura in questi casi è quella di una reazione allergica che nel caso di ipersensibilità a quel tipo di sostanze velenose, può avere anche conseguenze gravi.

Particolarmente importante è stato il fatto che la nonna abbia portato il ragno, identificato subito come un ‘ragno dal sacco giallo’ che produce un veleno neurotossico che in alcuni casi può dare anche febbre vomito, mal di testa e nausea, fino ad arrivare al collasso. L’idea di catturalo ha consentito ai medici di sottoporre il piccolo a un’adeguata terapia, e le sue condizioni sono apparse subito non gravi. Per precauzione però, i sanitari hanno disposto che il piccolo restasse ricoverato almeno un paio di giorni. Ora è stato dimesso senza conseguenze, tranne la paura che ha passato.