Gli arresti dei carabinieri per l'operazione anti camorra
Gli arresti dei carabinieri per l'operazione anti camorra

Rimini, 11 ottobre 2019 - Una vasta operazione antimafia condotta dal Comando Provinciale Carabinieri di Rimini ha smantellato questa mattina due pericolosi sodalizi camorristici, operanti in Romagna (prevalentemente nella provincia di Rimini).

In particolare, è stata data esecuzione ad una ordinanza di misure cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, su richiesta della locale Procura distrettuale Antimafia, nei confronti di dieci soggetti indagati per associazione per delinquere di stampo camorristico.

È stato infatti acclarato che tali sodalizi erano dediti ad estorsioni, rapine, sequestri di persona, detenzione e porto abusivo di armi, intestazione fittizia di beni ed impiego di denaro di provenienza illecita, nonché a lesioni personali aggravate nei confronti di quei soggetti che non si attenevano alle richieste illecite imposte dai gruppi criminali Con la citata misura è stato, altresì, disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di due società, di un autonoleggio, nonché di conti correnti riconducibili alle attività illecite dei sodalizi, per un valore
complessivo in corso di quantificazione, stimabile in mezzo milione di euro circa.

Nell’operazione sono impiegati 150 carabinieri, unità cinofile, un velivolo del nucleo elicotteri carabinieri di Forlì, coadiuvati dai Comandi Provinciali competenti per territorio di Prato, Latina, Caserta e Napoli.

Indagini e arresti

Nel mese di ottobre 2018 i militari del Nucleo Investigativo Carabinieri di Rimini apprendevano circostanziate notizie circa l’operatività in località Viserba di Rimini di un’attività di noleggio autovetture gestita da personaggi di origine napoletana dediti all’utilizzo dell’azienda per coprire diverse attività illecite. Veniva quindi avviata una mirata attività tecnica di intercettazione telefonica ed ambientale, che consentiva di acclarare la presenza a Rimini di un sodalizio camorristico capeggiato da Ciro Contini classe ’88, nipote del boss Eduardo Contini, detto 'o romano', affiancato dal suo braccio destro Antonio Acampa classe ‘79 e dai gregari Cosimo Nicolì classe ‘77 e Armando Savorra classe ‘57, pluripregiudicati napoletani da anni residenti in Rimini, nonché da giovani e pericolosi “pendolari del crimine”, che da Napoli venivano fatti affluire all’occorrenza a Rimini per commettere azioni violente nei confronti di coloro che non obbedivano ai voleri del gruppo criminoso; tra questi ultimi venivano identificati Pasquale Palumbo classe ‘75, Francesco Capasso classe ’93 e Fabio Rivieccio classe ’91, tutti gravati da numerosi precedenti penali.


Tale sodalizio, insediatosi nella provincia di Rimini con inaudita e spregiudicata violenza, ostentata ad ogni favorevole occasione per ribadire la forte presenza sul territorio, può contare anche su un’ampia disponibilità di armi da fuoco, non disdegnando, peraltro, anche l’utilizzo di armi improprie quali bastoni, mazze e martelli per il compimento di violente azioni di forza, lasciando trasparire una struttura prettamente militare, essendo chiari e ben definiti i ruoli e i compiti di ciascun sodale.

Le indagini hanno consentito altresì di acclarare la commissione da parte del citato sodalizio di violenti pestaggi nei confronti di soggetti pluripregiudicati, ben noti negli ambienti delinquenziali riminesi e storicamente legati a clan camorristici campani, al fine di dare un preciso segnale circa la presenza sul territorio del nuovo gruppo, intenzionato ad insediarsi in questa provincia con l’intento di monopolizzare il controllo delle attività illecite.

La misura cautelare della custodia cautelare in carcere è stata eseguita nei confronti di: Ciro Contini, Antonio Acampa , Armando Savorra, Cosimo Nicolì, Pasquale Palumbo, Fabio Rivieccio, Francesco Capasso; la misura cautelare degli arresti domiciliari è stata eseguita nei confronti di: Massimiliano Romaniello, Giuseppe Ripoli e Antonino Di Dato.