San Marino, 18 luglio 2016 – Il Titano pronto a coltivare sul suo territorio marijuana da utilizzare a scopo terapeutico. Dopo la presentazione di un’istanza d’Arengo (che consente ai cittadini di presentare richieste di pubblico interesse in coincidenza con l’elezione dei Capi di Stato, ndr) attraverso la quale si chiedeva la legalizzazione della cannabis per uso medico, il Consiglio grande e generale l’ha approvata ed è partito l’iter per renderla operativa.

A che punto siamo?

«Con la delibera del Congresso (il governo) è stato istituito un gruppo di lavoro da me presieduto che ha il compito di fare tutte le valutazioni necessarie per adeguare tale richiesta alla normativa esistente», spiega Andrea Gualtieri, direttore dell’Authority sanitaria sammarinese.

Immagino non sia semplice.

«Il problema maggiore riguarda il fatto che si importa il seme e fin qui niente da dire, ma poi tale seme diventa una pianta stupefacente. Occorre tenere ben presente la Convenzione delle Nazioni Unite contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope firmata a Vienna».

Da chi potrebbe essere coltivata, dallo Stato o anche da un privato?

«Ho personalmente avanzato già una proposta: potrebbe essere fatto un bando pubblico per delineare il produttore che dovrà essere una figura altamente qualificata e competente. Quindi capire poi se la coltivazione deve avvenire all’interno di una struttura pubblica o no. Non servono grandi spazi per questo tipo di produzione».

Chi dovrebbe controllare la coltivazione, nel senso che tutto avvenga in modo regolare e parte della merce non venga spacciata?

«Sicuramente devono intervenire i corpi di polizia, ma serve un organismo specifico di controllo che potrebbe essere individuato anche all’interno della stessa Authority. Fino a oggi i controlli sull’utilizzo dei medicinali contenenti sostanze psicotrope sono stati fatti da noi che poi dobbiamo rendere conto agli organismi Onu. Tutto ciò per offrire garanzie contro un eventuale traffico di stupefacenti».

Che tempi ci sono, secondo lei, per l’avvio della coltivazione?

«Guardi i tempi potrebbero essere brevissimi. Il mezzo legislativo più veloce è il decreto delegato che prima deve essere approvato dal Congresso poi portato in Aula per la ratifica. Visto che il parlamente si è già espresso a favore della coltivazione a scopo terapeutico, non credo di sarebbero problemi. Ma io sto delineando quella che ritendo la via più breve. Poi la decisione è politica».

Da chi potrebbe essere utilizzata?

«Nella fase iniziale pensiamo solo i pazienti dell’ospedale di San Marino, naturalmente tutti coloro che sono ricoverati nella struttura, quindi sammarinesi e non».

L’istanza d’Arengo era stata presentata dal gruppo di cittadini denominato ‘La nuova primavera di San Marino’ che aveva sottolineato come la legalizzazione di cannabis a scopo terapeutico fosse già stata approvata, oltre che in numerosi Paesi del mondo, anche in tante regioni italiane.