Eliana Cugnetto e Camillo Michielotto
Eliana Cugnetto e Camillo Michielotto

Misano (Rimini), 29 luglio 2019 - "Non ci è rimasta altra soluzione. Dormiamo in macchina". Camillo Michieletto e la moglie Eliana hanno chiesto aiuto in Comune a Misano, hanno scritto anche al prefetto, «ci siamo resi disponibili a tutto, anche a vivere in un container come quelli della Protezione civile o in una roulotte per le emergenze, ma ci hanno detto che non era possibile. Così, non potendo pagare l’affitto nel residence dove avevamo trovato posto, siamo finiti in strada».

Le difficoltà sono iniziate circa quattro anni fa quando hanno chiesto un aiuto economico al Comune di Bellaria dove vivevano. Negli ultimi anni si sono trasferiti a Misano. Oggi, dopo essere finiti in strada, hanno deciso di denunciare quanto vissuto in un esposto querela presentato ai carabinieri della stazione di Riccione. «Abbiamo chiesto se c’era un alloggio per emergenze abitative, ma ci hanno detto che non sono disponibili perché già occupati. Non sappiamo cos’altro fare»

Ileana è malata e invalida, racconta lei stessa. Quanto sta vivendo peggiora la situazione. Camillo lavora con operatore socio sanitario, ma nel tempo si è adattato a varie mansioni. Per un paio di stagioni, ad esempio, ha fatto l’ausiliario del traffico. In questi anni hanno chiesto più volte aiuto alla Caritas anche per «un’auto a noleggio, necessaria per spostarmi e lavorare» racconta.

Ancor oggi una volta a settimana grazie alla Caritas si mangia. Come accade a tante persone, si ritira il pacco con gli alimenti e si va avanti. Intanto Camillo attende una chiamata dal Centro per l’impiego. «Qualche tempo fa ho dovuto rifiutare una chiamata – racconta – perché senza un mezzo non sapevo come fare». Poi c’è Ileana, che Camillo non vuole lasciare sola per troppo tempo.

In questi ultimi anni qua e là qualche aiuto dai Servizi sociali dei comuni dove è transitata la coppia, sono arrivati. A Bellaria ad esempio, nel 2015 la coppia ammette di avere ricevuto 1.500 euro per pagare parte dell’affitto dove viveva. Sul finire dell’anno successivo il trasferimento a Misano, ed anche qui è arrivato qualche contributo dopo la bocciatura della richiesta arrivata nel 2017, ricostruisce Camillo. In tutto 1.800 euro sempre per non perdere un tetto sotto cui dormire.

E pensare che sul finire del 2017 le cose sembravano essersi sistemate. Camillo trova lavoro come Operatore socio sanitario in una struttura della Valconca. «Ho anche elaborato un progetto che potrebbe aiutare gli Oss – racconta – l’ho messo sui social, sarebbe bello se servisse come spunto».

L’incubo torna dopo alcuni mesi perché la struttura si chiama La collina, coinvolta in una indagine. Addio lavoro e ricomincia l’incubo fino all’epilogo. «A Misano ci hanno detto che per un contributo serve un contratto di affitto. Ma chi ce lo farebbe senza un contratto lavorativo?». In maggio la coppa scrive anche al prefetto chiedendo aiuto. Il resto è cronaca degli ultimi giorni: i bagagli e la vita in auto dopo avere presentato denuncia ai carabinieri.