Rimini, 19 settembre 2019 - E’ entrato in A14 a Rimini sud con grande tranquillità, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze. In sella alla sua bici, una Cannodale di colore bianca, si è chinato sul manubrio e caschetto in testa, si è messo a pedalare con tutta la forza e la grinta necessaria per affrontare quel bel rettilineo che aveva davanti a sè. Lui, un atleta russo di trent’anni, non si era reso conto di trovarsi in autostrada, vietatissima alle biciclette. Ma la sua presenza in A14 ha subito attirato l’attenzione delle autovetture e dei camion che gli sfrecciavano accanto. Così qualche automobilista ha subito avvertito la Polizia autostradale.

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Gli atleti d'acciaio pronti alla partenza

«Venite, c’è un uomo che sta pedalando in A14, da Rimini sud verso Rimini nord», si sono sentiti dire al centralino. Una pattuglia di agenti della Stradale hasubito trovato quel ciclista che stava correndo sulla corsia d’emergenza, in tutta tranquillità, in sella alla sua super bici. E quando gli uomini della Stradale gli hanno intimato di fermarsi, il ciclista è apparso anche molto sorpreso. «Mi sto allenando per l’Ironman», si è giustificato l’atleta russo di trent’anni. La gara è, infatti, in corso in questi giorni a Cervia e sono oltre tremila gli arrivati da tutto il mondo per prenedervi parte. In palio c’è l’accesso alle finali di Kona 2020. 

Gli agenti della Stradale lo hanno anche sottoposto all’alcoltest, ma era negativo: l’atleta era perfettamente sobrio. «Ho visto un rettilineo, era perfetto per il mio allenamento, non sapevo che fosse vietato entrare in autostrada con la bicicletta», si è giustificato con i poliziotti. E’ stato poi riaccompagnato e fatto uscire al casello di Rimini nord. Qui però è stato anche multato come prevede il codice della strada. Per il suo ingresso in A14 ha dovuto anche sborsare 42 euro. Niente in confronto al rischio che ha corso di essere travolto mentre si allenava per inseguire il suo sogno da Ironman.