Luca Petitti aveva solo 28 anni.  E’ stato stroncato da un arresto cardiaco
Luca Petitti aveva solo 28 anni. E’ stato stroncato da un arresto cardiaco

Rimini, 16 ottobre 2019 - Si è accasciato  al suolo mentre giocava a calcetto con gli amici, in uno dei campi del dentro sportivo Garden. Tutto all’improvviso, come solo un destino beffardo e crudele sa fare. Lui, Luca Petitti, ventotto anni, figlio di Antonio, l’ex magistrato onorario e cugino di Emma, l’assessore regionale, un ragazzo che era il ritratto della salute e della voglia di vivere, all’improvviso si è fermato ed è caduto a terra. Non aveva ricevuto nessun colpo durante il match, nessuno scontro di gioco. Luca si è fermato, le gambe gli hanno ceduto e si è ritrovato steso, privo di conoscenza. Gli amici l’hanno visto inginocchiarsi e poi cadere: hanno subito realizzato che qualcosa non andava, che qualcosa di terribile stava accadendo. Un arresto cardiaco lo stava portando via, a 28 anni. L’hanno chiamato, ma lui non ha più risposto a nessuna sollecitazione. La morte gli stava bussando alle spalle, una morte che sarebbe sopraggiunta ieri, dopo una settima di agonia, nell’ospedale di Cesena.

Gli amici, terrorizzati, hanno subito chiamato i soccorsi, altri sono rimasti impietrìti nel vedere il loro amico Luca incapace di muoversi e rispondere. A prestare i primi aiuti al giovane studente di Ingegneria è stata un’altra sua coetanea che si trovava nei campi affianco per fare sport. E’ stata lei a praticargli per prima il massaggio cardiaco. Ma il cuore di Luca aveva smesso di battere; poi, dopo le prime manovre, è ripartito, grazie anche all’intervento del personale del 118, arrivato al Garden in pochissimi minuti. Le sue condizioni però sono apparse subito disperate.

Luca Petitti è stato trasportato prima all’ospedale «Infermi» di Rimini, poi è stato trasferito al «Bufalini» di Cesena, ma, nonostante tutti i tentativi di stapparlo ad un destino atroce e crudele, sono stati vani. La sua forte fibra ha lottato per una settimana, poi ha dovuto alzare bandiera bianca e arrendersi. La morte se l’è portato via ieri mattina, trascinando in un dolore infinito e inguaribile papà Antonio, mamma Anna e i fratelli Flavia e Giampiero. Prima di spegnere, per sempre, il suo sorriso, Luca, uno sportivo a 360 gradi, ha compiuto il più grande gesto d’altruismo e ha donato gli organi, lui che era anche donatore Avis. D’altronde per tutta la sua vita era sempre stato il più generoso del gruppo, quello sempre disponibile per gli altri, l’amico che tutti avrebbero voluto avere al fianco. Per una settima al suo capezzale, oltre ai familiari, si sono alternati i suoi tantissimi amici, incapaci di accettare una tragedia così immensa come morire a 28 anni su un campo da calcetto. Poi, ieri mattina, ogni speranza è stata distrutta, ogni sogno è svanito. Il cuore di Luca ha smesso di battere. Per sempre. E adesso è solo l’ora del dolore. I funerali si svolgeranno domani alle ore 15,30 alla chiesa della Riconciliazione.