Un panino (foto d'archivio Afp)
Un panino (foto d'archivio Afp)

Rimini, 9 settembre 2019 - E' morto dopo settimane di agonia, soffocato da un boccone di cibo. Una tragedia inspiegabile e difficilmente accettabile, quella che si è abbattuta su una famiglia, ancora incredula per l’atroce sorte alla quale l’ha condannata il destino. La vittima è un professionista di 61 anni, riminese che è spirato otto giorni fa. Per giorni e giorni la sua tempra l’ha sorretto in una lotta disperata contro la morte. Ma anche lui, che era un combattente, si è dovuto arrendere: troppo profondo il danno che il suo cervello aveva subito, rimanendo per troppi minuti senza ossigeno.

L'ipossia cerebrale, questo il termine medico, l’aveva provocata un maledetto boccone di cibo. Stando alla ricostruzione del dramma, il professionista stava mangiando un panino in tutta serenità. Non avrebbe mai inmaginato che da lì a un attimo, la sua esistenza e quella di tutta la sua famiglia sarebbe stata sconvolta. Mentre masticava, infatti, un boccone di cibo, all’improvviso gli è andato di traverso.

L’uomo ha avuto un sussulto, ha cercato a gesto di chiedere aiuto, ma una piccola porzione di cibo gli si è incastrato nella trachea, impedendogli di respirare. E’ stata davvero questione di pochi attimi e il cervello dell’uomo è rimasto senza ossigeno. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi che hanno trasportato il professionista in codice di mnassima gravità all’ospedale di Rimini. L’uomo era già in condizioni disperate. Pochissimi minuti in ipossia cerebrale lo avevano però mandato in coma con gravi danni cerebrali. E per diversi giorni l’uomo è rimasto ricoverato in Rianimazione, lottando strenuamente per rimanere in vita, ma alla fine anche lui si è dovuto arrendere. Otto giorni fa è sopraggiunta la morta a porre fine alla sua agonia e facendo sprofondare la sua famiglia nel dramma.

Le statische poi parlano chiano: In Italia ogni settimana una persona muore per soffocamento a causa di un boccone che va di traverso e ostruisce le vie aeree. Come dire, ne muoiono cinquanta all’anno. Succede ad anziani e adulti, ma soprattutto a bambini con meno di tre anni. Come è avvenuto in provincia di Taranto con due bambini di due anni soffocati in entrambi i casi da un chicco d’uva o a Roma con una bima soffocata da una caramella. Un caso alla settimana, spiegano medici e operatori del soccorso, che potrebbe essere evitato seguendo alcuni accorgimenti. I bambini piccoli, sottolineano gli esperti del soccorso, devono essere sorvegliati anche e soprattutto quando mangiano. E’ indispensabile evitare, almeno fino all’età di 5 anni, di far mangiare cibi troppo grossi (di solito pezzi di carne), non adeguatamente tagliuzzati in particolare quando lisci, rotondi come gli acini d’uva o cilindrici come pezzi di wurstel.