Mila, la piccola pallavolista riminese morta per un tumore a 13 anni
Mila, la piccola pallavolista riminese morta per un tumore a 13 anni

Rimini, 5 dicembre 2018 - Mila è morta una settimana fa. Ma è come se il cuore continuasse a battere, e a far battere quello degli altri. Ai funerali della giovanissima pallavolista riminese, spentasi per un tumore a soli 13 anni, la chiesa delle Celle era strapiena. E tanti, tra i presenti, hanno voluto fare un’offerta per aiutare la ricerca contro i tumori proprio nel nome di Mila.

«Una generosità che ha colpito e sorpreso anche noi. E che dimostra quanto Mila sia entrata nel cuore delle persone. Era un angelo, in vita, e ora è in cielo, da dove continua a sorriderci e ad aiutarci». Del suo aiuto ne ha tanto bisogno Valentina Zoffoli, madre della ragazzina. «La sua morte mi ha lasciato un vuoto incolmabile». Che ha deciso di raccontare chi era Mila, la piccola grande donna che ha commosso i riminesi.

Si aspettava tanta vicinanza e solidarietà?

«No, ed è stato incredibile come tante persone, squadre di pallavolo e la stessa Lega abbiano voluto ricordare mia figlia. Una manifestazione di affetto gigantesca. Ma il merito è di Mila: lei sapeva farsi amare da tutti».

Come ha affrontato la malattia?

«Con grandissimo coraggio. Fin da quando gli è stata diagnosticata (nel settembre 2017). Io credo di non averla mai sentita lamentarsi. Ha sofferto moltissimo, eppure in tante occasioni è stata lei a darci forza. Una delle cose che la faceva più stare male era non poter giocare a pallavolo. Nonostante tutto, l’ho vista sorridere moltissime volte, anche negli ospedali. Un giorno si è messa a ballare usando il bastone della flebo. Sapeva strappare un sorriso a tutti, anche a quelli che la curavano».

Mila ha trascorso i suoi ultimi giorni di vita all’Infermi. Sono stati i giorni peggiori?

«E’ stato un calvario. Ma devo dire un grande grazie a tutti i medici e gli infermieri che l’hanno seguita: hanno trattato sia Mila che me come due sorelle. Dopo la sua morte, molti si sono fermati a pregare e piangere al mio fianco, nella camera mortuaria».

Eppure a un certo punto sembrava che Mila fosse riuscita a sconfiggere il tumore...

«Era migliorata. Poi però la situazione è nuovamente precipitata. Io, il papà di Mila, il mio compagno, abbiamo sperato fino all’ultimo nella sua guarigione. Purtroppo Mila non è riuscita a vincere la sua partita più difficile. La fede mi sta aiutando a vivere questo dolore, ma ci sono momenti in cui non riesco nemmeno a rendermi conto del fatto che la mia principessa non sia più qui con me».

Il vescovo ha voluto celebrare il funerale di Mila. Conosceva bene sua figlia?

«Monsignor Francesco Lambiasi è venuto a trovarla per ben tre volte prima della scomparsa, l’ultima appena pochi giorni prima che morisse. Si è avvicinato a noi grazie a persone che gli avevano parlato della situazione di Mila. Tantissimi hanno pregato per mia figlia, a partire dal vescovo. Lambiasi mi ha chiamato anche dopo la morte di Mila: è una persona eccezionale. E insieme a lui, tante altre persone in questa tragedia si sono rivelate straordinarie». Proprio come lo era la piccola Mila.