La ragazzina ha 14 anni, piccolissima ha subìto il trapianto di fegato
La ragazzina ha 14 anni, piccolissima ha subìto il trapianto di fegato

Rimini, 13 marzo 2019 - Una ragazzina che ha subìto un trapianto di fegato si è ammalata di morbillo. Questa adolescente di 14 anni ha rischiato veramente grosso tanto che il reparto di Rianimazione dell’ospedale di Rimini è in allerta, tenendo sempre uno spazio a disposizione per lei, nel caso la situazione relativa al suo stato di salute dovesse precipitare.

L’allerta dell’Unità operativa di Rianimazione non è caso: nel caso di una persona trapiantata le difese immunitarie sono ancora più compromesse e nel caso del morbillo le conseguenze potrebbero essere una polmonite necrotizzante. La giovane ha subìto due operazioni per trapiantare il vitale organo, una quando aveva appena un anno di vita e un altro intervento un anno dopo: non aveva altra via di sopravvivenza visto che era stata colpita da una patologia genetica. Entrambi i complessi interventi sono stati eseguiti dal Centro trapianti di Bergamo, dove ancora la ragazza effettua annualmente i controlli.

Morbillo, sintomi e trasmissione

La ragazza è arrivata nel Pronto soccorso dell’Infermi perché aveva la febbre molto alta, aveva già alcune manifestazioni cutanee ed era molto sensibile alla luce del sole, caratteristica propria di chi ha il morbillo. Sono stati effettuati gli esami per capire se si era in presenza effettivamente della patologia infettiva e dai laboratori di Pievesistina è arrivato il responso positivo. La giovane è stata ricoverata nel reparto di Pediatria in isolamento e tenuta sotto controllo e già nella giornata di ieri le sue condizioni erano in miglioramento, con un abbassamento sensibile della febbre.

Ora bisogna capire chi abbia trasmesso il morbillo alla giovane che va regolarmente a scuola e pratica anche attività sportiva. Il Dipartimento di Salute pubblica dell’Azienda Usl, sede di Rimini, ha già iniziato l’indagine epidemiologica non solo tra i familiari, i parenti e gli amici, ma anche in ambito scolastico e nel giro sportivo. L’indagine consiste nel chiedere e raccogliere informazioni relativamente alla presenza di altri ammalati di morbillo, casi che non sono stati segnalati ai medici.

Capire nel contempo chi non è stato vaccinato e, in questo caso, i sanitari propongono la vaccinazione al fine di evitare l’espandersi della malattia. Naturalmente, la situazione viene costantemente monitorata al fine di scoprire immediatamente se emergono nuovi casi per isolarsi immediatamente ed evitare pericolosi focolai, che possono diventare letali per tutti coloro che per cause fisiche non possono vaccinarsi. L’Organizzazione mondiale delaìla sanità l’ha chiamata: immunità di gregge.