Rimini, 6 agosto 2018 - La madre non vuole vaccinare il figlio di due anni e il padre si rivolge al giudice, e la vince. Il bambino dovrà essere vaccinato, naturalmente dopo una visita pediatrica che escluda eventuali controindicazioni. Il provvedimento è stato firmato dallo stesso presidente del Tribunale di Rimini, Francesca Miconi, ed è diventato esecutivo qualche giorno fa, chiudendo la diatriba tra moglie e marito.

Per la precisione si tratta di due ex coniugi a un passo dal divorzio che davanti al magistrato si sono accapigliati per le vaccinazioni del figlio. Un bimbo sotto i due anni che la madre, evidentemente convinta no-vax si rifiutava di sottoporre ai vaccini. Sull’altra parte della barricata il padre che alla fine ha deciso di rivolgersi al giudice, in questo caso il presidente del Tribunale di Rimini, proprio nel corso dell’udienza per la separazione. E ad averla vinta è stato lui, il magistrato ha imposto che il bambino venga sottoposta a vaccinazione "secondo l’obbligo di legge senza necessità di ulteriore consenso dei genitori". Nel provvedimento si specifica ovviamente che vengano disposti tutti gli accertamenti clinici da parte del pediatra, per accertare se ci siano eventuali controindicazioni.

Ma il bambino appare del tutto sano, e visto che il provvedimento è diventato esecutivo qualche giorno fa, la madre è stata costretta ad arrendersi e a quanto pare ha rinunciato anche a presentare ricorso contro la decisione del giudice. Non è certo la prima volta che all’interno di una famiglia scoppia la ‘guerra dei vaccini’. Se uno dei due genitori è un fervente no-vax, si batte fino in fondo pur di evitare che i figli vengano vaccinati. Ma le ultime sentenze dei magistrati, la maggior parte dei Tribunali dei Minori a cui i genitori, obiettori e non si erano rivolti, vanno ormai in un’unica direzione: la legge è chiara e impone l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. Ci sono stati casi in cui la guerra tra genitori era tale che sono stati costretti a fare intervenire i servizi sociali, delegando a loro la decisione.

Una guerra che si sta inasprendo proprio in questi giorni, con la decisione della maggioranza di far slittare di un anno l’obbligo di effettuare le vaccinazioni di legge. Una tempesta che ha scatenato soprattutto l’ira degli scienziati e dell’Ordine dei medici, intervenuti in massa. In prima linea nella campagna pro vaccini c’è il noto virologo riminese Roberto Burioni, finito nel mirino di agguerriti no-vax. Come la mamma riminese che sabato scorso ha postato su Facebook un messaggio a dir poco minaccioso. Non solo copriva di brutture Burioni augurandogli di affogare, ma è arrivata al punto da indicare al ‘popolo’ no-vax anche lo stabilimento balneare di Rimini, dove il virologo sta passando le vacanze con la famiglia. I ‘leoni da tastiera’ ovviamente si sono scatenati subito, e qualcuno è arrivato anche a proporre una spedizione punitiva nei confronti di uno dei loro più acerrimi nemici. La segnalazione è arrivata dritta alla Digos che sta monitorando la situazione, e la signora in questione, che con Burioni ha già avuto uno scontro al calor bianco in Rai uscendone scornata, potrebbe anche rimediare una denuncia.

"Squadrismo". Così sul profilo Twitter, il virologo riminese battezza il post che lo rigurda. Intervistato a caldo, Burioni aveva definito i no-vax "soltanto dei babbei". Non solo, ma anche "dei fanatici di cui spaventa la violenza che non hanno un approccio razionale al problema". "L’atteggiamento che hanno – aveva detto – è una follia che diffonde la paura e che fa di Rimini uno dei luoghi dove si vaccina di meno in tutta Europa".