Parco chiuso, c’è chi sfida i divieti "Il capriolo non è padrone dell’area"

Fino a domenica non si può entrare: una misura di sicurezza dopo le aggressioni da parte dell’animale. Ma non mancano le proteste per l’ordinanza della commissaria: "Ingiusto sottrarre lo spazio ai riccionesi". .

Parco chiuso, c’è chi sfida i divieti  "Il capriolo non è padrone dell’area"
Parco chiuso, c’è chi sfida i divieti "Il capriolo non è padrone dell’area"

Per diversi riccionesi non è stata la scelta giusta chiudere con un’ordinanza il parco Chico Mendez e la pista ciclabile che lo fiancheggia, per garantire sicurezza alle persone dopo le aggressioni da parte di un capriolo che si aggira nell’area da alcune settimane. Sarà così fino a domenica, ma intanto c’è chi, nonostante le aggressioni denunciate nelle scorse settimane, tenta di passare comunque, spezzando i nastri biancorossi che la Polizia municipale ha usato per legare le transenne ai pali in prossimità degli accessi. Così anche ieri le divise sono state costrette a richiudere bene i varchi, dove tra l’altro è stata affissa copia dell’ordinanza. Una residente racconta di un folto gruppo di ragazzini che la sera, in barba al divieto, è entrato nel parco "per dare la caccia al capriolo". Vano il tentativo di farli tornare indietro. C’è pure chi intanto cerca di eludere il provvedimento entrando nel cancello del liceo con la speranza di trovare un varco e chi fa marcia indietro non appena vede spuntare gli agenti.

Ieri, prima che uno dei passaggi venisse chiuso, un’anziana, seppure redarguita dalla giovane che era con lei, si è addentrata nell’area vietata, mentre un’altra signora, dopo aver percorso l’intera pista, ha candidamente ammesso di non sapere alcunché dell’ordinanza e, informata a dovere, ha chiesto scusa. Sul posto anche Fosco Rocchetta, residente, già direttore della biblioteca: "Ma il capriolo è padrone del parco? – Chiede con un pizzico d’ironia –. Mi sembra esagerato e strano che tutta l’area venga sottratta ai cittadini per giorni. Se il tentativo di catturare l’animale con le reti è fallito, si poteva sedarlo leggermente per catturarlo e portarlo altrove". Di fatto, come ha evidenziato la commissaria prefettizia Rita Stentella, firmataria del provvedimento, "tutti i tentativi fatti con l’intento di allontanare l’animale in modo coatto, su coordinamento del Servizio regionale agricoltura caccia e pesca, non hanno dato esito positivo. Per di più, nonostante l’installazione dei cartelli sul corretto comportamento da tenere in presenza del capriolo per garantire sicurezza e incolumità alle persone, sono stati riscontrati atteggiamenti impropri".

Sta di fatto che chi usava il parco per passeggiare, pedalare tra il verde, fare footing o portare a spasso il proprio cane, si trova spiazzato. Da quattro giorni, i residenti non vedono più l’animale che, seppure per natura schivi l’uomo, in presenza d’intrusi diventa aggressivo per difendere il suo territorio. Atteggiamento che lo contraddistingue nella stagione degli amori che di solito termina i primi giorni di settembre. Ecco perché l’ordinanza scade domenica.

Nives Concolino