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15 lug 2022
15 lug 2022

Protesta sul Pianello per il rinnovo del contratto

I 130 dipendenti dell’Azienda per i Lavori pubblici sono in stato di agitazione "Aspettiamo da oltre 12 anni, il governo rispetti gli impegni presi"

15 lug 2022
I lavoratori davanti a Palazzo Pubblico nel giorno del Consiglio grande e generale
I lavoratori davanti a Palazzo Pubblico nel giorno del Consiglio grande e generale
I lavoratori davanti a Palazzo Pubblico nel giorno del Consiglio grande e generale
I lavoratori davanti a Palazzo Pubblico nel giorno del Consiglio grande e generale
I lavoratori davanti a Palazzo Pubblico nel giorno del Consiglio grande e generale
I lavoratori davanti a Palazzo Pubblico nel giorno del Consiglio grande e generale

Sul Pianello per il rinnovo del contratto scaduto da 12 anni. In occasione della seduta del Consiglio grande e generale i salariati dell’Azienda per i Lavori pubblici sono saliti in Piazza della Libertà per chiedere al governo il rispetto degli impegni messi nero su bianco nella delibera dell’11 aprile scorso. Delibera che impegnava il segretario di Stato al Territorio con delega all’Aaslp, Stefano Canti, a definire una proposta normativa ed economica entro il 30 giugno di quest’anno. I lavoratori si sono radunati sotto le finestre di Palazzo Pubblico e successivamente una delegazione composta da sindacalisti delle tre Federazioni Costruzioni servizi di Csdl, Cdls e Usl e dai salariati Aaslp hanno seguito i lavori del Consiglio e sono stati ricevuti in due incontri separati dai capogruppo di maggioranza e di opposizione.

I segretari di Fucs-Csdl, Stephane Colombari, Fcs-Cdls, Nicola Canti, e il funzionario dell’Usl Fabrizio Belloni, hanno espresso forte disappunto per una trattativa che doveva chiudersi il mese scorso e invece è ancora aperta e rischia di rimanere in stallo per molto tempo, perché il governo intende formalizzare la proposta economica per i salariati dell’Azienda Lavori pubblici allo stesso tavolo del rinnovo dei contratti della Pubblica amministrazione. "Proposta inaccettabile e irrispettosa – sottolineano Colombari, Canti e Belloni – perché le due tipologie di contratti sono molto diverse sia sulla parte normativa che su quella economica". Lo stato di agitazione dei 130 salariati Aaslp, dunque, continua.

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