Ragionando sulla libertà. Un omaggio a Calvino

Il percorso teatrale dedicato al Novecento prosegue stasera agli Atti. Mario Perrotta dà voce al ‘Nano’ del romanzo ‘La giornata d’uno scrutatore’. .

Ragionando sulla libertà. Un omaggio a Calvino
Ragionando sulla libertà. Un omaggio a Calvino

Il percorso che la stagione teatrale dedica al Novecento prosegue stasera (ore 21) al teatro degli Atti: protagonista Mario Perrotta in Come una specie di vertigine. Il Nano, Calvino e la libertà, omaggio allo scrittore nei cento anni dalla sua nascita (1923-1985). "Ho sempre pensato che Calvino fosse impossibile da rappresentare, almeno così com’è. Non certo uno spettacolo su Calvino, quindi, ma uno spettacolo sulla libertà, sull’autodeterminazione, sull’uomo in quanto animale sociale e sulle storture del nostro convivere quotidiano". Così Perrotta introduce lo spettacolo di stasera.

Dopo la letteratura russa evocata e scandagliata da Paolo Nori in La libertà. Primo episodio, il percorso dedicato ai grandi autori del Novecento va avanti con un allestimento che trae ispirazione da un personaggio ispirato al più autobiografico dei libri di Calvino, La giornata d’uno scrutatore. E ancora una volta, a fare da filo rosso, è il tema della libertà.

Perrotta infatti sceglie di interpretare il Nano recluso nel Cottolengo di Torino (istituto religioso dove erano ricoverate persone con problemi fisici e mentali), un personaggio minore a cui è dedicata una sola pagina memorabile del libro. "Tra i tanti abitanti delle pagine dei romanzi di Calvino – dice Perrotta – è quello meno libero: ha un corpo, una lingua e una mente che non rispondono alla sua urgenza di dire, di agire. Ho scelto il Nano e ne ho immaginato tutta l’esistenza, che Calvino non ci racconta, proprio perché il mio intento era ragionare intorno al concetto di libertà e lui ne è totalmente privo".

Non uno spettacolo su Calvino dunque, ma un progetto attorno ai temi della libertà e dell’autodeterminazione, tema che accomuna Calvino alla ricerca letteraria "attraversando ugualmente i romanzi realistici, così come quelli fantastici e l’epoca combinatoria. Questo – prosegue Perrotta - mi ha consentito di coniugare il mio ‘ragionare di libertà’ con la possibilità di affrontare un autore che ho molto amato ma che mai avevo osato accostare al mio teatro. È stato questo confluire delle mie riflessioni e di quelle di Calvino intorno a quella parola fragile che è ‘libertà’ che mi hanno convinto a provarci. E, soprattutto, è stato la scoperta di quel romanzo considerato minore e quel personaggio così impossibilitato a scegliere per se stesso a darmi una plausibile via da percorrere con la mia scrittura. E affondo le mani liberamente negli altri scritti di Calvino ‘scalvinandoli’, scompigliandoli e ricomponendoli". Ed è così che si sfogliano anche episodi tratti da Palomar, Le Cosmicomiche, Le città invisibili. "Un omaggio personalissimo a un autore che ha saputo modellare la mia visione delle cose del mondo". Lo spettacolo è una coproduzione di Permàr - Compagnia Mario Perrotta con Emilia Romagna Teatro Ert- Teatro Nazionale. Mario Perrotta, autore, attore e regista teatrale, ha ottenuto i riconoscimenti della presidenza del Consiglio e della Camera dei deputati per "l’alto valore civile del testo e per la straordinaria interpretazione" con il progetto Cìncali, dedicato all’emigrazione italiana nel secondo dopoguerra.