Cocaina
Cocaina

Rimini, 8 maggio 2018 - Cocaina sequestrata per circa un milione di euro e cinque arresti (FOTO). Dà i suoi frutti l'attività di repressione dello spaccio su doppio livello, in strada per il dettaglio e tramite attività investigativa contro i grandi gruppi, da parte dei Carabinieri di Rimini. Alle prime luci dell'alba di oggi è infatti scattata la fase finale dell'operazione "Frutta market" con sei misure di custodia cautelare. In manette sono cosiì finiti due cittadini albanesi, C.A. e C.E., entrambi del 1977; D.D., siciliano del 1979; G.D., cervese del 1978; C.G., soggetto residente a Cesenatico del 1971; mentre per una giovane donna del 1994, A.C., da poco mamma, è scattato l'obbligo di dimora e di presentazione alla Polizia giudiziaria. Questa "importante" operazione svolta dal Nucleo investigativo del reparto operativo di Rimini, dà i dettagli alla stampa il comandante Giuseppe Sportelli, nasce da una precedente indagine del 2016 culminata con tre arresti tra Rimini e Trento. Secondo un modus operandi del corpo che prevede da un lato la repressione dello spaccio al dettaglio e la segnalazione degli assuntori, dall'altro l'attività investigativa per smantellare i gruppi organizzati, con una squadra specializzata. Come anche contro le rapine.
 

Così, durante le perquisizioni a Trento viene rinvenuto un foglio con scritta a mano una serie di numeri di telefono e utenze contrassegnate con la parola "frutta". E parte una "laboriosa e complessa" attività di accertamento, intercettazione e poi di pedinamento e osservazione. Grazie a una intercettazione in auto tra due dei tre arrestati a Trento, si risale a un cittadino albanese, C.A., titolare di un negozio di frutta a Viserbella, gestito dalla compagna ucraina, con numerosi precedenti alle spalle. E considerato un rifornitore importante di stupefacenti, in particolare cocaina. Un suo cugino albanese, C.E., con precedenti per spaccio, è risultato poi molto legato a D.D., siciliano anch'egli con precedenti per lo stesso reato. E su questo gruppo, spiega il maggiore Maurizio Petrarca, sono partite le indagini.

I due albanesi gestivano "un'intensa attività di spaccio", rifornendosi in Spagna. Il pusher principale, il siciliano, movimentava grosse partite anche da 250 grammi per volta. Attiva con lui, accompagnandolo nei viaggi e fornendogli sostegno psicologico, la giovane compagna. Dello spaccio più al dettaglio si occupavano i due soggetti di Cervia e Cesenatico. Il siciliano viene arrestato il 21 giugno 2017 a Cervia e i Carabinieri cominciano a collegare tutti i fili. 

Nell'occasione viene sequestrata droga per oltre 600 grammi, trovata a bordo di una Mercedes. E da una intercettazione si scopre che anche uno scooter parcheggiato vicino l'auto ne conteneva. Cosi' come emergono i legami con i due albanesi e "il nuovo canale di rifornimento" spagnolo, tramite un soggetto residente a San Mauro Pascoli (in provincia di Forli'-Cesena) arrestato a Savona nell'agosto 2017 e pizzicato con ben 10 chili di droga.  Complessivamente sono state conteggiate almeno 2.000 cessioni di droga per alcuni chili e un giro d'affari di oltre un milione di euro. L'attività, tira le fila il colonnello Antonio Sergi, è stata molto complessa, tra Trento, Liguria, Spagna, Nord Italia e Rimini, ma la repressione al minuto e l'attività investigativa permettono di "sgominare gruppi ben organizzati che hanno aperto il loro market a Rimini". L'obiettivo è togliere ai pusher la possibilità di rifornirsi, specie in vista della stagione turistica.