Rimini Banca
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Rimini, 5 gennaio 2018 - Nuove nozze in vista per le banche riminesi. Mentre (da Natale) parla già francese Carim, dopo la vendita al gruppo di Crédit Agricole, fervono le trattative fra Rimini banca e la Bcc di Gradara. Massimo riserbo da parte dei due istituti di credito sulle operazioni in corso, ma da quanto trapela dagli ambienti bancari ci sono stati già vari incontri fra i vertici delle banche. Sarebbe la prima fusione fra una banca riminese e uno marchigiano.

Il processo delle fusioni fra i vari istituti di credito cooperativo sta accelerando in tutta Italia, dopo la riforma sulle Bcc che ha visto le banche confluire nei grandi gruppi. Rimini banca, nata dalla fusione fra la Valmarecchia e la Banca di Rimini, fa parte del gruppo Iccrea, che a oggi rappresenta circa 300 banche. Lo stesso ha fatto la Bcc di Gradara. L’obiettivo di Iccrea è ‘accompagnare’ la fusione fra i vari istituti di credito, per renderli più solidi e competitivi sul mercato bancario. Dalle attuali 300 Bcc confluite nel gruppo, si conta (nel giro di pochi anni) di arrivare a meno di 150 banche. Da qui le prove di matrimonio fra la banca riminese e quella di Gradara.

Nelle trattative Rimini banca fa la parte del leone, visti i numeri. L’istituto vanta 27 filiali, 200 dipendenti, più di 4mila soci e quasi 58mila dipendenti. Più piccoli i numeri della Bcc di Gradara, che ha attualmente 19 filiali e 108 dipendenti. Quasi una decina di queste sono in territorio riminese, sparse tra Riccione, Misano, Cattolica e la Valconca. Per Rimini banca sarebbe pertanto una fusione strategica per allargare il numero delle filiali nella provincia, e mettere piede nel Pesarese.

Se la fusione dovesse andare in porto, potrebbe concretizzarsi già a partire dal 2019. Resta alla finestra invece per ora Banca Malatestiana, che in passato aveva valutato la possibilità di una fusione con l’ex Romagna est. La banca si è aggregata poi con la Bcc di Sala di Cesenatico, dando vita a Romagna banca.

Intanto in casa Carim ci si prepara all’elezione dei nuovi vertici. Il rinnovo del cda è stato indetto dopo la vendita della Cassa di risparmio al gruppo Crédit Agricole. L’assemblea si svolgerà l’11 gennaio, e i piccoli azionisti della lista Cassa 1840 invitano gli altri soci a presentarsi in massa. Perché «un’ampia partecipazione degli azionisti può rappresentare un’importante leva nel confronto che Crédit Agricole dovrà necessariamente aprire con coloro che, oltre a essere soci, sono anche correntisti e clienti della Carim».