Giovanni Colella, allenatore del Rimini (Foto Petrangeli)
Giovanni Colella, allenatore del Rimini (Foto Petrangeli)

Rimini, 8 giugno 2020 - Rimini retrocesso in D quando mancavano ancora 11 giornate alla fine del campionato. Così ha deciso il consiglio della Figc. La Lega Pro riparte con playoff e playout, ma le ultime di ogni girone sono condannate alla serie D. Monza, Vicenza e Reggina promosse invece in serie B. Una decione che era nell’aria ma che lascia nello sconforto i tifosi biancorossi e un’intera città. E che spinge alle dimissioni il presidente del Rimini, Giorgio Grassi. L'Amministrazione comunale si dice pronta ad andare in Tribunale per contestare la scelta di far scendere di categoria la squadra di calcio cittadina.

“Rassegno le mie dimissioni, con decorrenza immediata, da presidente del Rimini - scrive Grassi in una nota -: questo non vuole dire che chi prenderà il mio posto non difenderà gli interessi del Rimini e dei nostri tifosi anzi, magari il tutto verrà fatto con maggiore forza. Il Rimini è un bene da tutelare, ci sono le famiglie, i ragazzi del settore giovanile. La cosa che mi dispiace di più sono i ragazzi che proprio in queste ore sono tornati in città per giocarsela, per svolgere il proprio lavoro, e non lo potranno fare. È una mazzata - aggiunge - perché negli ultimi giorni la proposta di far disputare i play-out alle ultime 4 della classifica era sembrata quella più sensata per dare un minimo di regolarità a un campionato che di regolare non ha nulla”.

Ad ogni modo, argomenta ancora Grassi, "ci siamo già attivati con l'avvocato Cesare Di Cintio, che è uno dei massimi esponenti in materia, per fare immediato ricorso al collegio di garanzia del Coni. Poi, nel caso non dovesse essere sufficiente, il Rimini ricorrerà al Tar”.

E se il presidente del club biancorosso ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni, il sindaco della città romagnola, Andrea Gnassi attacca il Consiglio Federale della Figc al grido di “Vergognatevi! Vergognatevi! Vergognatevi! La scandalosa pagina che è stata scritta oggi durante il Consiglio Federale della Figc rappresenta un'offesa per Rimini, per i tifosi, per gli sportivi, per lo sport e per tutti quei valori che dovrebbero essere inattaccabili e che oggi sono stati calpestati senza pudore”.

Quindi, scandisce, “ci vedremo in Tribunale, dato che come Comune stiamo verificando qualsiasi azione legale a tutela del rispetto delle regole e denunciando il danno sociale, economico e morale che tale decisione comporta per Rimini, il Comune, la società di calcio nata nel 1912, i tifosi e gli sportivi tutti”.