Lorenzo Crocco, 62 anni, ha lavorato per anni nell’impresa della famiglia Scantamburlo (il. presidente è. il proprietario dell’Adriese calcio)
Lorenzo Crocco, 62 anni, ha lavorato per anni nell’impresa della famiglia Scantamburlo (il. presidente è. il proprietario dell’Adriese calcio)
Un omaggio ad un dipendente storico, arrivato al meritato traguardo della pensione. E’ ciò che hanno fatto le Cartiere del Polesine nei confronti di Lorenzo Crocco, 62 anni, che ha da poco terminato la sua vita lavorativa nell’impresa della famiglia Scantamburlo (il cui presidente, Luciano, è anche il proprietario dell’Adriese calcio). "Le Cartiere del Polesine e la...

Un omaggio ad un dipendente storico, arrivato al meritato traguardo della pensione. E’ ciò che hanno fatto le Cartiere del Polesine nei confronti di Lorenzo Crocco, 62 anni, che ha da poco terminato la sua vita lavorativa nell’impresa della famiglia Scantamburlo (il cui presidente, Luciano, è anche il proprietario dell’Adriese calcio). "Le Cartiere del Polesine e la famiglia Scantamburlo – recita la nota aziendale – vogliono ringraziare Lorenzo Crocco per il suo lavoro, per la serietà, la professionalità e l’attaccamento all’azienda dimostrate in questi anni. Un dipendente modello, che in tutto questo tempo si è sempre adoperato e impegnato per il bene dell’azienda, mettendosi a disposizione in qualsiasi situazione". Nato a Loreo 17 giugno 1959, Crocco ha conseguito il diploma di maturità tecnica come perito meccanico ed è stato uno dei primi assunti dalla nuova proprietà delle Cartiere del Polesine, ossia la famiglia Scantamburlo, nel 1988. Il contratto a tempo indeterminato è arrivato nel 1990, con mansioni di operatore di cartiera turnista. Ha ricoperto i ruoli di guardiatela, prima mansione per chi entra a far parte del team di produzione. "Fin da subito – continua l’azienda – ha dimostrato grande predisposizione, curiosità e voglia di imparare. In breve tempo è passato alle mansioni di ribobinatore e conduttore di macchina. E all’occorrenza si è reso disponibile anche per il ruolo di caldaista, essendo provvisto della necessaria patente. ll suo è stato un percorso di crescita contrassegnato da responsabilità sempre maggiori, grande spirito di sacrificio, dedizione e attaccamento al lavoro. Negli anni della costruzione e dell’avviamento della macchina continua 3 (1999), nel nuovo stabilimento in zona AIA, ha partecipato all’allestimento e alla supervisione del montaggio, per poi ricoprire il ruolo di capofabbrica".

Stefano Chiarelli