Alessandro Gasparetto (primo da sinistra), presidente di Iqt, insieme ai suoi soci
Alessandro Gasparetto (primo da sinistra), presidente di Iqt, insieme ai suoi soci

Rovigo, 24 dicembre 2018 - I criminali utilizzano sempre di più la rete, rubano identità e dati mettendo in pericolo il sistema informatico di molte aziende e multinazionali. Ma da qualche settimana Rovigo è diventata testimonial di un importante protocollo per il contrasto ai reati informatici sottoscritto dall’azienda rodigina Iqt consulting e dalla Polizia postale. Grazie alla collaborazione tra privato e pubblico sarà più facile prevenire gravi reati, dal cyberbullismo al terrorismo, come anche il furto di identità e di informazioni. 

«Siamo veramente sicuri quando lavoriamo, studiamo o semplicemente navighiamo in Internet?». A questa domanda, nei giorni scorsi, hanno risposto Letterio Saverio Costa, direttore tecnico principale della Postale e Ireno Nave, assistente del dirigente del compartimento della Polizia postale e delle comunicazioni del Veneto Alessandra Belardini, durante un incontro informativo con il gruppo Iqt, in occasione  della cena di Natale dell’azienda che si è svolta alla discoteca  Studio 16. Il cybercrimine, hanno spiegato i dirigenti dell’azienda, sta prendendo sempre più piede e rappresenta «un pericolo per la sicurezza dei sistemi informatici delle aziende, che ogni anno si vedono sfumare miliardi di euro proprio a causa della violazione della sicurezza dei propri dati».

Ma quanto costa alle imprese italiane subire un attacco informatico? E’ di 9 miliardi di euro l’anno la stima dei danni nel nostro Paese. Ma per la prevenzione se ne spendono poco più di un decimo. «Sul web i dati che oggi hanno un valore, domani non lo hanno più – ha spiegato la Postale – e per noi è fondamentale acquisire in tempo reale le informazioni. La Polizia postale è impegnata ad essere la sentinella degli allarmi di possibili attacchi da parte della criminalità informatica. Attacchi alle strutture critiche che non sono locali, ma globali e 24 ore su 24».

La situazione, per quel che riguarda l’Italia, è drammatica: il primo semestre del 2018 è stato il peggiore di sempre con una media di attacchi al mese pari a 122 (erano 94 nel 2017) e con un picco nel mese di febbraio dove ne sono stati rilevati 139. I crimini informatici hanno fatto registrare aumenti monstre, addirittura con percentuali a tre cifre nel settore «automotive» che segna +200%, e in ambito «research/education», dove si è registrato un aumento del +128%. Segue il settore «hospitality»: hotel, ristoranti, residence hanno subito da gennaio a giugno il 69% di attacchi in più rispetto agli ultimi sei mesi dello scorso anno. In decisa crescita anche i crimini nei settori sanità (+62%), nelle istituzioni (+52%), nei servizi online e cloud (+52%) e nel settore della consulenza (+50%).

Il presidente di Iqt consulting spa, Alessandro Gasparetto, ha sottolineato che «le tecnologie digitali disponibili dall’utente sono molte di più di quelle che solitamente usa. Diviene strategico dunque un piano per la difesa da minacce informatiche che sono in continua e rapida evoluzione. Il piano congiunto si articola in iniziative volte ad analizzare l’esposizione dei processi di business alle minacce di attacchi informatici, individuando opportune modalità di risposta. Ma non basta, si devono anche sviluppare, adeguare e gestire architetture informatiche solide e coerenti con i framework internazionali». Internet fa oggi rima con social. E la Postale ha illustrato ai circa 200 dipendenti di Iqt un breve vademecum sul loro uso, ponendo l’accento nel diffidare delle app dirette a spiare le chat dei cellulari in quanto «mirate esclusivamente al furto dei dati del’utilizzatore», mentre il consiglio diretto ai genitori è quello di monitorare attentamente i telefonini dei figli. Negli ultimi mesi l’attenzione si è infatti spostata sul social Tic-tac (l’ex Musically) e su Instagram, proprio in tema di contrasto al cyber bullismo.