Rovigo, 4 giugno 2018 - Anche quest’anno, per il 17° anno consecutivo, l’Ufficio Famiglia della Diocesi di Adria-Rovigo ha riunito le famiglie al Censer per una unica grande festa. Il tema di quest’anno, “Facciamo strada insieme?”, si è ispirato all’esortazione apostolica di Papa Francesco “Amoris Laetitia”.

Un testo che punta a diffondere coraggio e serenità nelle famiglie, un messaggio sulla gioia dell’amore. Si può e si deve discuterne, ma senza divisioni e senza contrapposizioni. Anzi avviando discussioni fraterne, con amichevole affetto per tutti coloro che sono di opinione diversa. Il confronto è benvenuto, ma si deve portare avanti su un piano di rispettosa, reciproca attenzione. Era presente il vescovo Pierantonio Pavanello che ha accompagnato i partecipanti durante tutta la giornata.

Quest’anno l’organizzazione ha dato ampio spazio alla condivisione, con 18 laboratori di lavoro che riprendevano il tema dell’accompagnamento in varie situazioni che la quotidianità ci porta a vivere, infatti dopo la relazione iniziale dei coniugi Oreglia, le famiglie hanno scelto il laboratorio che sentivano più vicino alla loro esperienza. Ogni laboratorio partiva da un’esperienza di vita vissuta e guidati da un tutor ognuno partecipava nella condivisione.

Il pranzo di condivisione dove ognuno ha portato qualcosa e condiviso fra le tante tavolate che riunivano i presenti in una unica grande famiglia. Non è mancato il momento ludico anche per i più grandi nel corso del quale Mirco Castello, art counselor, ha guidato grandi e piccoli nei balli tutti assieme.

Una festa dai mille colori e dai tanti sorrisi, dove i bambini erano seguiti dai tanti animatori che in questi mesi hanno organizzato giochi e intrattenimento per tutti i bimbi di varie fasce di età compresi i più piccoli che avevano un’area dedicata. Una festa che ha avuto il culmine con la Santa Messa, celebrata dal vescovo, da don Christian direttore dell’Ufficio Pastorale Familiare e dai diversi presbiteri presenti.

Aver cura delle vite umane, dell’ambiente, dell’abitare e della società nel suo insieme, sono necessità, potenzialità e desideri lavorativi di tante donne e uomini. Ma aver cura di chi e di ciò che ci sta vicino presuppone l’aver cura di noi stesse e di noi stessi. Darsi tempo per sé, sostare, interrogare motivazioni e azioni; scambiare con altri e altre; scoprire pratiche ed esperienze di donne e uomini che possono illuminarci e fortificarci, dovrebbe essere un obiettivo di tutti, anziché chiuderci in noi stessi.

La festa diocesana delle famiglie si è chiusa dunque con un impegno: prendersi cura uno dell’altro, l’importanza di recuperare i rapporti di buon vicinato per accorgersi dei bisogni di chi ci sta accanto. È un impegno, ma anche una sfida che rende gioiosi i partecipanti nel loro cammino di fede.