Rovigo, 11 maggio 2018 - Basta poco, un odore fastidioso, il gatto che fa i suoi bisogni in giardino, l’allarme che scatta in piena notte per innescare reazioni scomposte o dare il via a lunghe battaglie legali. La convivenza tra vicini di casa non sempre è pacifica. Anzi, in alcuni casi diventa una vera e propria guerra, al termine della quale qualcuno è costretto ad abbandonare il terreno di scontro, ovvero la propria abitazione, magari con tanto di mutuo ancora da pagare.

Come è accaduto a una coppia di trentenni impiegati di Villadose, in provincia di Rovigo. I due (assistiti dall'avvocato Sofia Tiengo) hanno denunciato per stalking marito e moglie che abitavano a fianco della loro casa e sono stati costretti a trasferirsi dai genitori, abbandonando l’abitazione di proprietà con tanto di mutuo ancora da pagare. La vicenda prende le mosse nel giugno 2015, quando Federica e Stefano decidono di costruire un muretto alto un metro, confinante con la casa dove viveva una coppia con due figli piccoli. Inizialmente la convivenza sembrava pacifica, ma la vicina ha cominciato a manifestare un certo disappunto proprio per quel muretto, a causa delle mensole e dei piccoli varchi che dovevano essere realizzati per appoggiare dei vasi.

Stefano e Federica comunque quel muretto l’hanno costruito. Per non incrinare il rapporto con l’altra famiglia, tolleravano la presenza dei bisognini dei due gatti e dei due cani della coppia. Ma i rapporti peggioravano di giorno in giorno, alimentando tensioni e disagi. Più che vicini, progressivamente Stefano e Federica si sono trovati ad avere a che fare con dei nemici che ignoravano le richieste di pacifica convivenza.

Non era facile stare calmi, quando ad esempio, per alcune notti di seguito, l’allarme della casa accanto scattava puntualmente alle 3, interrompendo il sonno. La colpa? «Era dei bambini che andavano in garage a giocare con gli animali», la scusa. La situazione è precipitata nell’aprile 2016 quando Stefano, con la sua auto, inavvertitamente durante una manovra, ha investito uno dei due gatti, uccidendolo. L’hanno apostrofato dandogli dell’«assassino», nonostante avesse subito proposto di risarcire il danno. Il giorno dopo l’incidente, Stefano ha trovato la carcassa del gatto sopra il muretto con un cartello «Continua a correre idiota! La prossima volta ucciderai un bambino».

Da quel momento gli atti intimidatori e le offese furono quasi quotidiani. Stefano e Federica trovavano in giardino piante strappate, vasi spostati, rifiuti di ogni genere. Cattiverie e insulti che hanno coinvolto anche i due gemellini che nel frattempo Federica aveva dato alla luce.

Nell'ottobre del 2017 la vicina, uscendo dal parcheggio di casa con l’auto, avrebbe accelerato, tanto da sfiorare la neomamma che era a passeggio con la carrozzina dei bimbi. Pochi giorni dopo, durante una banale lite per un parcheggio, sempre la vicina demolì il muretto della discordia, urlando a Stefano: «Adesso impari a vivere, se non la finisci tu, là ci finiranno i tuoi bimbi», indicando il cumulo di macerie. A quel punto Federica, preoccupata per le sue creature, ha deciso di trasferire figli e compagno a casa dei propri genitori, abbandonando l’abitazione di proprietà con tanto di mutuo ancora da pagare.