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21 apr 2022

Meno redditività, però i fatturati si mantengono stabili

Solo 14 imprese hanno chiuso il bilancio in perdita. Sono 108 le realtà impegnate in Romagna in questo tipo di attività

antonio erario
Economia
Lavorazioni all’interno di uno stabilimento dell’Amadori
Lavorazioni all’interno di uno stabilimento dell’Amadori
Lavorazioni all’interno di uno stabilimento dell’Amadori

di Antonio Erario

Il settore Food & Beverage è rappresentato in Romagna da 108 imprese, in diminuzione di una unità rispetto al 2019 ed è presente con sei imprese nella Top 10 e con trentadue tra le Top 100. Il 57,4% delle aziende del settore è impegnato nella produzione, mentre il restante 42,6% svolge attività commerciale.

Il campione considerato nell’analisi ha conseguito nel corso del 2020 un fatturato complessivo pari ad 15.208 milioni di euro, che rappresenta circa il 37,9% di quanto ottenuto complessivamente dalle Top 500 messe sotto la lente, e nonostante una contrazione del fatturato complessivo del settore si evidenzia un, seppur lieve, miglioramento dell’incidenza che lo stesso ha avuto in termini percentuali rispetto all’anno precedente (+0,7%); tutto questo dimostra che, pur essendoci stata una frenata generale dei fatturati complessivi delle imprese, il Food & Beverage si è contratto meno rispetto agli altri settori analizzati.

Il fatturato complessivo del settore si concentra per circa il 56% nella provincia di Forlì-Cesena (con cinquantuno imprese), per il 33% nella provincia di Ravenna (con quarantuno imprese) e nella provincia di Rimini per l’11% (con sedici imprese).

All’interno del campione riferito al Food & Beverage emerge che, anche nel 2020, le imprese di produzione sono più numerose rispetto a quelle del commercio e conseguono il 60,2% del fatturato dell’intero settore; pur essendo entrambe le attività in contrazione rispetto all’anno precedente, il commercio conferma anche per il 2020 performances di redditività migliori rispetto alle attività incentrate sulla produzione.

Nonostante l’arresto della crescita, registrata negli anni precedenti, in termini di fatturato e una riduzione dello stesso dell’1% rispetto all’anno precedente, solo quattordici imprese hanno chiuso il bilancio dell’anno 2020 registrando una perdita.

Dall’analisi degli indicatori economici si è registrata solo una contrazione del Roe medio – indice che misura la capacità dell’impresa di remunerare il capitale proprio – che si attesta a circa il 7%; la maggiore riduzione di redditività del 2020 rispetto al 2019 si denota dal passaggio dall’Ebitda (-8,2%) al risultato operativo – Ebit – (-28%) con una contrazione dell’utile medio pari al 35,5% rispetto all’anno precedente.

Dalle analisi svolte sui dati relativi all’anno 2020 emerge, inoltre, che il rapporto di indebitamento e la patrimonializzazione delle imprese del settore F&B hanno registrato dei miglioramenti ed al contempo sono stati ottenuti effetti positivi anche sul grado di copertura degli oneri finanziari.

In sostanza, in controtendenza rispetto al crollo generale dell’economia italiana, quale conseguenza alla crisi dovuta alla pandemia da Covid-19, il settore del Food & Beverage è riuscito a tenere pressoché stabile il fatturato pur dovendo rinunciare ad una parte di redditività; questo settore si dimostra ancora una volta essere forte traino dell’economia e punto di riferimento del Made in Italy.

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