Legambiente presenta dati Mal'aria
Legambiente presenta dati Mal'aria

Veneto, 13 settembre 2021 - Spetta a Venezia e Verona, con 41 giorni di sforamento dei limiti delle polveri sottoli, la maglia nera delle città fuorilegge per l'inquinamento dell'aria. Ma se il primo posto è diviso a pari merito dalle due città, al secondo segue un'altro capoluogo di provincia veneto, Vicenza, con 40 giorni e poco dopo arriva Treviso con 38.
Se sono 11 i centri urbani in Italia che a settembre, prima ancora che si accenda i riscaldamenti per l'inverno, hanno già superato la soglia massima dei 35 giorni nell'anno solare con una media di PM10 giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo, anche Padova e Rovigo hanno appena raggiunto la soglia limite, registrando 35 giorni di sforamento al 6 settembre 2021.

La 'classifica' delle 11 città capoluogo italiane oltre la soglia o a rischio

Maglia nera a Verona e Venezia con 41 giorni di sforamenti, seguite da Vicenza con 40, Avellino e Brescia con 39, Cremona e Treviso con 38, Alessandria, Frosinone e Napoli con 37, Modena con 36.
Il numero, secondo l'indagine di Legambiente, rischia di aumentare presto visto che Padova e Rovigo sfiorano il limite, registrando 35 giorni di sforamento al 6 settembre 2021, mentre la città di Torino ne registra 34. Vicine alla soglia critica anche Asti (con 33 giorni di sforamenti), Lodi e Reggio Emilia (32), Bergamo e Caserta (31) e Parma (30). 

Le Regioni che hanno fatto meno per l'Ambiente

"L'Italia è davanti a un bivio: pagare una multa miliardaria per inadempienza alla Commissione Europea, stimata da 1.5 a 2.3 miliardi di euro, oppure agire efficacemente e con urgenza per ridurre l'inquinamento delle nostre città" - spiega Legambiente. 
Nella poco dignitosa gara a chi fa di meno, insieme al Governo nazionale, trionfa la Regione Lombardia, entrambi con solo il 15% delle azioni completate. Segue la Regione Piemonte (con solo il 25% delle promesse mantenute). Si difendono, con neanche il 40% dei compiti espletati, il Veneto e l'Emilia-Romagna.
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Veneto, Lombardia e Piemonte dovrebbero adottare limiti di velocità sulle Autostrade

"È sulla base degli allarmanti dati che arrivano dalle città italiane, che la Commissione Europea chiederà alla Corte di giustizia Europea di definire a breve l'ammontare della sanzione, a cui l'Italia è già stata condannata il 10 novembre scorso, per il superamento continuativo dei limiti di PM10 negli anni che vanno dal 2008 al 2017" - fa sapere Legambiente nel presentare il dossier 'Mal'aria 2021 edizione speciale - I costi dell'immobilismo' -. La multa, salatissima, potrebbe comportare il taglio di futuri fondi europei destinati all'Italia e alle Regioni inadempienti. A questo, si rischia poi il sommarsi delle cifre relative alle procedure di infrazione in corso per altri due inquinanti: PM2,5 e NO2, le cui sentenze sono attese nei prossimi mesi.
"Il blocco stagionale delle auto più inquinanti, i diesel euro4, era previsto il 1° ottobre 2020 e prorogato con la scusa del Covid19", dichiara Andrea Poggio, responsabile mobilità sostenibile Legambiente, "al momento Lombardia, Piemonte e Veneto sembrano intenzionate a bloccarli. Per di più, siamo l'unico Paese dell'arco alpino (rispetto a Francia, Svizzera, Austria e Slovenia), che non limita la velocità sulle strade e le autostrade per inquinamento, ma Stato e Regioni sono tempestivi a distribuire incentivi per le stufe a legna inquinanti o per le auto a combustibili fossili, che inevitabilmente peggiorano la qualità dell'aria delle nostre città".