Un fermo immagine tratto da un video della Dia
Un fermo immagine tratto da un video della Dia

Venezia, 15 settembre 2021 - Estorsione aggravata dal metodo mafioso. È questa l’accusa che ha portato la Direzione Investigativa Antimafia e il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Trieste ad emettere una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere nelle province di Venezia, Udine, e Pordenone. Gli arrestati – tutti legati a un’organizzazione criminale – dovranno rispondere, a vario titolo, di diversi episodi di estorsione aggravata dal metodo mafioso, per avere costretto con reiterate condotte intimidatorie numerosi commercianti ambulanti friulani e veneti a non esercitare la propria attività imprenditoriale per impedire il regolare svolgimento di una nota manifestazione fieristica a Bibione.

Le intimidazioni riguarderebbero la fiera estiva “I Giovedì del Lido del Sole” di Bibione, sulle cui attività commerciali l'organizzazione criminale era riuscita a mettere le mani. Lo scopo, secondo chi indaga, era quello di riuscire a ottenere "un diretto controllo delle attività economiche e condizionare così il libero mercato e lo sviluppo economico e sociale della rinomata località' turistica”. Particolarmente significativi alcuni episodi in cui sono state organizzate spedizioni punitive con armi nei confronti di chi non sottostava alla egemonia imposta dal capo del gruppo criminale, fatti che hanno coinvolto anche altre manifestazioni fieristiche del litorale friulano-veneto. Dalle prime luci dell’alba di oggi, sono in corso perquisizioni da parte dei reparti territoriali della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e dei militari dell'ottavo Reggimento Genio Guastatori di Legnago.

Le prime reazioni

“I miei complimenti all'intera sezione operativa della Direzione Investigativa Antimafia e al Nucleo di Polizia Economico Finanziario di Trieste per l'operazione condotta nelle località del litorale friulano-veneto, dove è emerso un progetto criminoso violento che vedeva nella località di Bibione uno dei casi più eclatanti e inquietanti”, è la reazione del presidente del consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti sull'operazione antimafia tesa a “sgominare un sistema violento, intimidatorio contro le attività economiche e i venditori ambulanti – ha proseguito Ciambetti –. La reazione dello stato di diritto è stata esemplare e mi auguro che le vittime di ogni estorsione, intimidazione e violenza, le vittime dell'usura e della criminalità organizzata, colgano l'occasione di ribellarsi e reagire affidandosi con fiducia ai preposti dell'ordine pubblico”.

Un fenomeno, quello delle infiltrazioni mafiose, presente in tutto il Nord Italia. “Il Veneto, non da oggi, conosce l'infiltrazione mafiosa – continua il presidente – e sa bene quanto è mortale per la società e l'economia quel cancro che porta il nome di Cosa Nostra, 'Ndrangheta, Camorra. per questo tutte le Istituzioni devono sostenere e promuovere quella cultura della legalità che è l'arma vincente per sconfiggere la criminalità organizzata”.

Un osservatorio sulla mafia in Veneto

Nel 2012, il Veneto ha dato vita all'Osservatorio regionale per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa proprio per monitorare il fenomeno malavitoso. “Quest'anno – aggiunge il presidente – abbiamo anche promosso il premio dedicato alla memoria di Francesco Saverio Pavone, il magistrato che sgominò la mafia del Brenta e che subì le minacce per il suo impegno straordinario. Le mafie operano su scala mondiale, sono state tra i primi a cogliere le opportunità offerte dalla globalizzazione e non sono di certo un fenomeno locale: non esiste un territorio che è esente dal rischio dell'inquinamento mafioso e ciò deve spingere tutti a trovare il coraggio e la forza per denunciare ogni caso di intimidazione, estorsione e violenza. La mafia è vile, non ha coraggio”.