Ascoli Piceno, 6 settembre 2017 - Non è un allarme, ma poco ci manca: il rischio della crisi idrica continua. Si registra infatti un incremento nei consumi di acqua, che potrebbe essere una conseguenza della scelta, da parte della Regione e del Ciip (il consorzio gestore degli impianti), di esonerare dal pagamento della bolletta tutti gli abitanti dei comuni che ricadono nel cratere sismico, che sono oltre venti nelle province di Ascoli e Fermo. Per questo lo stesso consorzio ieri ha diramato una nota, per ringraziare tutti coloro che stanno collaborando, ma anche per affermare che la crisi idrica non è finita e che, anzi, una sbagliata gestione delle risorse può portare a una carenza di acqua.

«La Ciip spa – si legge – in occasione dell’emergenza idrica che da diversi mesi attanaglia il nostro territorio e con la conseguente attivazione del codice “arancione” di allerta ha messo in campo una campagna di sensibilizzazione tesa a far conoscere, risparmiare, custodire la nostra preziosa acqua». L’appello, affermano nel comunicato, «non è stato vano», perché in molti si sono impegnati «a non sprecare l’acqua e a limitarne gli usi», facendo in modo che la situazione non si aggravasse.

Ma il Ciip afferma anche di aver «riscontrato negli utenti ricadenti nei Comuni del cratere altissimi consumi». «Ci appelliamo a quanti stanno abusando della risorsa idrica – affermano nella nota – chiedendo che ne facciano un uso responsabile e accorto in quanto le loro disattenzioni potrebbero comportare aggravi della situazione idrica attuale e futura». Il problema è doppio. Da un lato potrebbe aggravarsi l’emergenza idrica, dall’altro potrebbero esserci degli aumenti in bolletta per tutti quanti gli altri utenti.

«C’è un aumento dei consumi nei comuni del cratere, dove attualmente non si paga l’acqua – spiega il presidente del Consorzio, Pino Alati – . Ma quello che non si paga ora si pagherà dopo. Il Ciip deve recuperare quelle somme, altrimenti fallisce. I consumi di adesso sarannno addebitati in futuro, ridistribuiti sulle bollette di tutti gli utenti. Perciò un eccessivo consumo dell’acqua può determinare un aumento della fattura. Il problema principale, comunque, rimane quello della carenza di acqua, che anche da un punto di vista turistico rappresenta un danno per il territorio. Inoltre, il Ciip sta effettuando degli studi con l’università per capire se le sorgenti in profondità, che a causa del sisma si sono abbassate, sono state danneggiate o continuano a ricaricarsi regolarmente. Dobbiamo sempre ricordare – conclude Alati – che l’acqua non è un bene infinito, perciò va utilizzato con parsimonia».