Ascoli, 8 ottobre 2017 - Una folla commossa e silenziosa ha accompagnato ieri pomeriggio la signora Franca Rosa, vedova del presidentissimo Costantino Rozzi, nel suo ultimo viaggio. Tanti gli amici di famiglia presenti nella Cattedrale di Sant’Emidio e tanti gli ex dipendenti delle aziende guidate da Costantino. Nei primi banchi si sono accomodati i figli Fabrizio, Anna Maria, Antonella e Alessandra. Dietro i nipoti di Costantino e la signora Franca con l’ex consuocero Pietro Santarelli e la figlia Susy. Assente il sindaco Guido Castelli, l’amministrazione comunale è stata rappresentata dal vice, l’assessore Donatella Ferretti, e dall’assessore Gianni Silvestri. Presenti anche gli ex presidenti dell’Ascoli Calcio Roberto Benigni e Nazareno Cappelli e l’ex dirigente Leo Armillei. C’erano anche Nico Stallone, ex calciatore e allenatore dell’Ascoli, e tanti tifosi bianconeri con Alberto Liberati presidente dello storico ‘Club Montegiorgio Costantino Rozzi’ e Gianni Luzi capo ultras che ha rinunciato alla trasferta di Salerno per partecipare ai funerali e ha poi deposto una sciarpa dell’Ascoli sulla bara della signora Franca.

Nota stonata, invece, l’assenza ingiustificata dell’Ascoli Picchio. Già venerdì c’erano state parecchie polemiche sui social perché la società di corso Vittorio aveva espresso con estremo ritardo le condoglianze a chi questa società calcistica l’ha resa famosa, ma le polemiche sono proseguite anche durante e dopo il funerale. Nessuno dell’Ascoli Picchio si è fatto vedere in chiesa, nessun cuscino di fiori, nessun dirigente, neanche due ragazzini delle giovanili in maglia bianconera a rappresentare la nuova società che sembra sempre più lontana dalla città e dai suoi cittadini. La moglie di Costantino Rozzi meritava di più. Il funerale è stato celebrato da don Angelo Ciancotti affiancato da monsignor Baldassare Riccitelli, da don Luigi Petrucci e da don Nildo Alfonsi. Quattro sacerdoti che per diversi motivi sono stati vicino a Franca negli 84 anni della sua vita. «Franca non era la moglie di Costantino Rozzi – ha detto don Angelo nell’omelia – era Franca Rosa, donna di grande fede, sempre disponibile verso i sofferenti, sempre vicina ai malati, sempre attenta anche economicamente ai bisogni di chi viveva in povertà».

Commovente anche il ricordo di monsignor Baldassare Riccitelli: «La scomparsa della signora Franca – ha ammesso l’ex parroco del Duomo – immette nel mio animo la nostalgia di una persona amabile che sorpassa ogni valutazione umana per immettersi nella spiritualità di una donna immersa nella dolcezza della fede. Franca rimarrà sempre un modello di speranza cristiana per come ammirava la sapienza delle donne bibliche nella lettura della parola di Dio. Partecipava al gruppo dei catecumeni e la sua umiltà deve essere di esempio per tutti noi nella percezione che il mondo terreno passa per immettersi nel paradiso di Dio. Grazie di tutto Franca». E poi la lettera che la nipote Lucia, primogenita di Fabrizio Rozzi, ha voluto scrivere e che ha poi letto in chiesa: «Ciao nonna Franca – ha detto dall’altare con un filo di voce – siamo qui per dirti grazie per tutto quello che hai fatto per noi in questi anni, sei stata un esempio, un’amica, una confidente e poche volte ho apprezzato i silenzi con cui spesso trascorrevamo le giornate. Silenzi di riflessione, di pace di serenità, quelle sensazioni che tu ci hai sempre trasmesso e con cui hai affrontato anche gli ostacoli della vita, la perdita prematura dell’amato nonno Costantino e le malattie che hanno provato a minare la tua forza. Ciao nonna, tutti noi ti porteremo sempre nel cuore».