Pescara del Tronto (Ascoli Piceno), 1 settembre 2017 - Un paese cancellato dal terremoto. Una piccola oasi di pace e tranquillità, nella quale tante famiglie trascorrevano le proprie vacanze estive, che nel giro di pochi secondi si è trasformata in un cumulo di macerie. E che non tornerà mai più come prima. Pescara del Tronto, infatti, non verrà ricostruita. O meglio, non verrà rimessa in piedi laddove si trovava fino al 24 agosto del 2016, quando la frazione arquatana venne distrutta dal terremoto; i morti furono 47. Nonostante il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani, il governatore Luca Ceriscioli e l’ex premier Matteo Renzi abbiano più volte ribadito che tutto sarebbe stato ricostruito alla perfezione e che ogni paese sarebbe stato rimesso in piedi «dov’era e com’era», la promessa non è stata mantenuta. Ma ci sono stati dei buoni motivi, stavolta, per non rispettare i progetti iniziali, che prevedevano la ricostruzione di tutti i paesi distrutti dal sisma di un anno fa con le loro caratteristiche originarie. In primis, la volontà di non mettere a rischio la sicurezza degli abitanti.

Anche se la notizia era ormai nell’aria, l’ufficialità è arrivata solo ieri mattina, quando il sindaco Aleandro Petrucci e i rappresentanti dell’associazione «Pescara del Tronto 24-08-16 Onlus» sono stati ricevuti a Roma dallo stesso Errani e dai tecnici del Cnr. «Il paese verrà ricostruito, ma non lì dove si trovava prima del terremoto – ha annunciato lo stesso primo cittadino di Arquata -. In realtà, lo sapevamo già, ma l’auspicio era che qualcosa potesse cambiare nell’ultimo periodo. Invece, i tecnici hanno confermato il fatto che non si può rifare tutto com’era e dov’era. Adesso verranno studiate delle alternative e abbiamo preso l’impegno di rivederci nel giro di un mese per prendere la decisione definitiva in merito al posto nel quale ricostruire.  Di certo, nella scelta finale verranno coinvolti anche i cittadini – ha proseguito Aleandro Petrucci -. Non sappiamo ancora quali sono le alternative previste dal Cnr e dallo stesso commissario Errani e lo sapremo proprio fra un mese. Credo, però, che una di queste zone sia rappresentata dal villaggio in cui sorgono le casette, visto che lì vicino c’è parecchio spazio per realizzare un paesino».

«Purtroppo Pescara non verrà ricostruita dov’era prima e questa cosa ci fa soffrire parecchio – hanno poi confermato Vinicio Paradisi e Francesco De Angelis, rispettivamente presidente e vicepresidente della onlus ‘Pescara del Tronto’ -. Però, viste le tante criticità che caratterizzano il territorio, è comprensibile che sia stata presa questa decisione. Adesso, comunque, vorremmo essere coinvolti nella decisione finale in merito agli altri luoghi nei quali ricostruire comunque il tessuto sociale di Pescara. Ci hanno garantito che verremo coinvolti e, tutto sommato, siamo ugualmente soddisfatti per come è andato l’incontro». In base a quanto trapelato dall’incontro di Roma, sembra che il vero problema che abbia impedito la ricostruzione di Pescara nel ‘vecchio’ abitato fosse rappresentato dal rischio frane, ancora molto elevato. Inoltre, è emersa anche l’impossibilità di mettere in sicurezza il costone che si affaccia sulla Salaria.