Ascoli, 14 maggio 2017 - «Caro papà, ti scrivo questa lettera per dirti che mi manchi e ti voglio bene. Non ho mai visto un papà come te. Insieme giocavamo e ci divertivamo. Proteggi me e mamma. Ogni volta che guardo in cielo adesso penso a te». E’ il toccante messaggio rivolto dalla piccola Emma al suo giovane papà, durante i funerali di ieri pomeriggio.

Pietro Serafini, 40 anni, è morto giovedì sera in seguito a incidente avvenuto lungo la zona industriale. Tutto il quartiere di Monticelli, dove Pietro abitava, si è stretto attorno al dolore dei familiari durante il rito funebre che è stato celebrato nella chiesa dei Santi Simone e Giuda. L’edificio religioso non è riuscito a contenere la moltitudine di persone che ha voluto dare un ultimo saluto allo sfortunato centauro. In tanti, tantissimi, hanno dovuto attendere all’esterno la fine della messa, al termine della quale la bara del 40enne è stata accolta da un lungo e caloroso applauso. Poco prima erano stati letti alcuni messaggi anche da parte della cognata di Pietro e dei nipoti e nipotini, ai quali era molto legato.

«Il Signore ha raccolto, con te, il miglior fiore del giardino – hanno detto –. Non puoi rimpiangere nulla della tua vita, hai dedicato anima e corpo a tua moglie e tua figlia. Le hai trattate sempre come regine. Vivevate in simbiosi. Emma l’hai sempre desiderata e quando è nata hai detto che era proprio come te l’eri immaginata. Non c’è una sola persona tra quelle che ti hanno conosciuto che non ti abbia voluto bene. C’eri per tutti, eri sempre disponibile, bastava una chiamata e arrivavi subito. Ora, ti chiediamo, dacci la forza di reagire a questa catastrofe. E’ ingiusto che te ne sia andato così presto».

E ANCORA: «Sei il miglior zio che si sia mai visto al mondo. Ci regalavi abbracci come un padre e ci ascoltavi come un amico». Durante il rito funebre, il parroco don Giampiero Cinelli ha parlato con la voce rotta dalla commozione durante l’omelia. «Sappiamo che quello che si è seminato e si è testimoniato rimane per l’eternità – ha detto –. Il vostro era un amore vero, quello di una famiglia solida, bella. L’orizzonte che deve guidarci oggi è quello della resurrezione. Il sole dell’amore di Dio, nel quale c’è Pietro, ci sarà sempre, anche quando ci sono le nuvole e il cielo è coperto».

Il giorno prima c’era stata anche la visita del vescovo nella camera ardente allestita all’interno della cappella dell’obitorio del Mazzoni. Pietro Serafini, oltre alla figlia Emma, di 4 anni, lascia la moglie Sara, la mamma Lucia, il papà Silvano e la sorella Mariangela. Il 40enne giovedì sera poco prima delle 23 era in sella alla sua moto e stava tornando a casa dopo un turno di lavoro nella lavanderia industriale in cui era impiegato. Mentre procedeva lungo la zona industriale, una donna al volante di una Punto grigia è uscita da una fabbrica e si è immessa nella strada principale. Il centauro ha provato a frenare ma è andato a sbattere contro la parte laterale dell’auto: lo scontro è stato tremendo e non gli ha dato scampo. All’arrivo dei soccorritori Pietro Serafini era già morto.

d.c.