Ascoli, 23 luglio 2016 - Paolo Crepet ha raccontato cosa succede ‘Oggi, nelle città’ con uno sguardo diverso, profondo e attuale, in un confronto brillante e vivace con Beppe Boni, vice direttore del Resto del Carlino.

Lo psichiatra, scrittore e psicologo ha dialogato con il giornalista parlando di tecnologia, rapporti umani, emozioni e quotidiano, tutto condito con citazioni e aneddoti di vita vissuta. Il primo spunto è arrivato da Boni, che ha allargato lo sguardo su piazza Ventidio e ha lanciato la palla a Crepet: «Vedendo questa piazza, intesa in senso ampio, mi viene da chiedere se sopravviverà o dovrà soccombere alla comunicazione globale».

La prima risposta ha fatto subito capire che la banalità non avrebbe trovato ospitalità nel dibattito di ieri: «Se la tecnologia ha la piazza come nemico spero che perda. Non posso immaginare città con le piazze vuote, desolate. Molti giovani vanno a cena con la fidanzata e iniziano a chattare: ma la conversazione serve per conoscersi, non deve essere per forza raffinata». Poi si è parlato di emotività e rapporti fisici, con Crepet che ha messo un altro punto fermo: «Le parole a volte ingannano, come metti le mani no. Anche il silenzio parla tantissimo».

E tweet, mail e compagnia cantante? Se Boni ha detto di emozionarsi quando al giornale riceve lettere scritte a mano, Crepet ha messo il carico: «Se dalle mail passiamo ai tweet le nostre capacità espressive si inaridiscono. Come può un pensiero politico essere condensato in 140 battute? È una pretesa maleducata. Io non leggo i tweet, fanno venire i brividi. Vanno bene per qualcosa tipo ‘aperitivo al bar sport alle 19’. Inorridisco di fronte ai giovani che si lasciano con un tweet: come si permettono di trattare così l’amore?».

Intanto oggi andrà in scena la quinta giornata che inizierà con ‘L’Altra Italia Young’: alle 21,30 piazza Ventidio ospiterà il sociologo e massmediologo Derrick De Kerckhove.